L'addio mai scritto
Giorgia Spurio
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Il pc di quel colore
-celeste- come l’aureola di un fantasma,
come l’accecante buio di un cellulare,
acceso... in attesa di una telefonata
-squillo- inesistente
Come la reale lontananza,
dove l’America ti chiama con un altro nome,
e le ragazze si divertono a offrirti birra...
tanto tu ridi.
Ho sognato sulla strada
una casa di cartongesso
e un silenzio che inoltra solo il cimitero.
Ho camminato,
fin negli angoli fetidi,
fino a sotto la tua finestra,
quella persiana chiusa,
quella porta con un citofono
-meno illuminato- del lampione spento.
Ho voluto suonare
-tener premuto- perché gli spettri mi rispondessero,
perché le foto non danno vita alle parole.
E ho poggiato la testa –pesante-
La gelida fronte sulla calda porta in vetro.
Non si è accesa nessuna luce,
guardo un nome in rubrica,
i numeri si calpestano tra i prefissi.
E tra le parentesi e le virgole di un sms mai mandato
ti avevo già pronunciato il mio non voluto addio.
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L'autore
Giorgia Spurio
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