Alberto

Alberto non è il tuo nome vero
steso guardi il soffitto bianco
illuminato da un giorno stanco
lacrime in due occhi
un tempo due laghi immensi
annegano quell'azzurro
tristi e consumati
incastonati in un viso corroso dagl'anni
pochi i capelli rimasti sul cuscino e
sotto la coperta
quel che resta del tuo corpo
il male si è diffuso
e in quel letto d'ospedale
solo
nessun figlio o sposa
ne fratelli e
di amici manco l'ombra
neppure un'anima a farti compagnia
solo
inganni il dolore
guardando alle finestre
i colori, la luce, il sole,
incroci i miei occhi
e non chiedi
le tue mani tra le mie
gelide come il marmo
avvizzite e ossute
piangi Alberto sorridendo
per un'ora non sei solo
parla Alberto di ricordi
delle ore vive sotto le stelle a mezzanotte
di una danza nel cuore anche se fuori piove
dell'amore tra le spighe o le viole
del profumo della morte e
di un sogno lasciato andare
Alberto è stanco
dai suoi occhi chiusi
gocce di sorrisi
perle e non il solo a vederle
ora c'è gente al capezzale
e l'infermiere mi fa allontanare
ciao Alberto
un giorno avremo più di un'ora
per ricordare come è bello
danzare sotto il sole
quando le prigioni del cuore
spalancheranno le porte dell’amore.
©
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Commenti (1)
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Antonella Bonaffini30 novembre 2011
Una commovente celebrazione queste pennellate di sentimento vivo che son sincera... imprigionano. Bellissima
