La Giostra

Scivolavo tra le ombre del giorno,
come un aquilone fa col vento,
vestivo di musica leggera,
come le foglie, gli alberi.
Lo sento ancora il grido
dei colori delle farfalle
in un singulto di arcobaleno e
anch'io mi fermo.
C'è sempre qualcosa che
non so leggere,
qualcosa che mi sfugge
tra le onde
di queste lenzuola bianche,
qualcosa che quasi sento
nella voce dei tuoi occhi neri.
Sono più grande
se non riesco a vedere?
Lo so,
non ho più giocato con te
da quando sei partito.
Amico,
cosa pensi di queste giostre spente?
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Commenti (1)
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Elena Poldan30 novembre 2011
Molto originale e accattivante questo modo di esprimere una propria (forse) inadeguatezza nel mantenere fermo un sentimento... ma si può?... o tutto è "liquido" e come tale scivola...
