Amsterdam ha le calze corte
Trepidavo sulla sedia
tra sentieri di noia
lei canta del lupo mannaro
seguendo lieve il violino
la luce è impaurita
e la nebbia sa di sigaretta
mi fisso sui rumori che non si sentono
con scolorita memoria
al nuovo capezzale
prossima fermata seduzione
viaggia lunga la notte
oltre l'insonnia delle candele
e l'alba magra di Dicembre
che spendida fugge
vorrei vedere i tulipani
i tuoi boccoli sulle spalle
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Commenti (2)
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Rita Stanzione1 dicembre 2011
Bell'atmosfera, suggestiva e imperniata su metafore piaciutissime
Shelly Nicole Del Santo1 dicembre 2011
Una bellissima poesia d'amore con immagini suggestive che la rendono armoniosa e significativa... complimenti

