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Satira 1 dicembre 2011 · lettura 1 min · 1368 letture

Il fiume sacro

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Paolo Morganti 1117 poesie pubblicate
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Ai margini, scosse dal vento, le tife, tra i giunchi, gelido s'insinua, piega sull'acqua la tenace resistenza, chino, il mio volto nel fiume, narciso rifletto. Godo mirando lo scempio, nello Stige canea azzanna le carni i più scorrono inermi galleggiano allori li sfrondano marci le limpide acque sacrali. Lenta l'ascesa, gli scranni graffiati con le unghie spezzate nelle rapide ora schiuma rabbia invereconda travolti dall'onda allora fieri cavalieri. Cancellano le anse, putridi flutti frangono argini rotti dai mendaci misfatti nauseabondi cadaveri eccellenti. Il sole acceca i miei occhi pregni di commossa coscienza, non miro lo scorrere lento di feroci figuri piegato dal vento non spezzo le sardoniche risa.
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Tutta colpa di Voltaire.

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Commenti (4)

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DonnaFPgreeneyed1 dicembre 2011

Chissà cosa avrebbe detto Voltaire di questa nostra società . Spirito mordace avrebbe fatto fuoco e fiamme nello Stige che, già di suo, è in zona infuocata. Utopia un mondo ideale che sia visto in ottica ristretta o ampia. Di certo avrebbe apprezzato la stesura di questa lirica e le metafore annesse. Ottima.

C

ottima satira, il fatto è che la storia purtroppo si ripete, il malcostume lascia la sua impronta in ogni secolo, complimenti, ottima riflessione

Sara Acireale1 dicembre 2011

La storia si ripete sempre... In tutti i secoli è esistito il malcostume e... ancora esiste. Interessante poesia, significative metafore. I versi di questa poesia sono una pausa di riflessione, interrogazione assorta, ricerca di un senso impossibile delle cose e allo struggimento per chi è lontano dalle coscienze... I miei complimenti all'autore

EnzoL1 dicembre 2011

non posso che essere d'accordo con la Acireale... è cosi... belle le metafore sche crescono impetuose come un fiume in splendide immagini ottima