L'equilibrista
Il cavo è teso, lucente,
come un effimero ponte
fra due mondi diversi.
Nel buio più nero,
colpito da un raggio di luce,
a tutti noi appari
come spendido corpo celeste.
Ogni tuo passo è un'ebrezza,
ogni passo è una sfida mortale,
ma nulla ti ferma.
Resti lì, al di sopra di tutti,
incurante degli sguardi rapiti,
dei battiti ansiosi, atterriti,
di quei mille respiri sospesi.
Quale fortunato angelo terreno,
senza guardare il suolo lontano,
solchi inebriato il vuoto totale.
Tutti vorrebbero, solo una volta,
staccarsi da terra e volare,
fra gli altrui sguardi invidiosi,
per librarsi, sempre più in alto
e guardare sotto di loro
il misero scorrer del tempo.
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Commenti (1)
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Rita Verrocchio6 dicembre 2011
Sottile è il significato recondito celato nei tuoi bellissimi versi che leggeri scorrono sul sottile piano d'appoggio dell'equilibrista, chiusa bellissima. Molto piaciuta,