Alluvione
Giovanni Facchetti
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Scende dal monte l’allegro ruscello
limpida è l’acqua sorgente di vita
ma davanti non trova nessun cancello
e il lento scorrer è già forza infinita
l’incuria dell’uomo ha colpito ancora
niente più alberi e nessuna barriera
il ruscello s’ingrossa ogni cosa divora
e fermarlo adesso diventa chimera,
e questa pioggia che mai non smette
innalza il livello e diventa un fiume
che quando esonda ben non promette
e travolge case come fossero piume
e chi ha costruito nel greto asciutto
pensando che il fiume fosse già morto
in un solo momento ha perso tutto
perché alla natura guai a far torto,
e più non si ferma l’acqua in tumulto
travolge un ponte come fosse velina
travolge un uomo come fosse virgulto
entra in città ad allagar la cantina
non c’è negozio a cui porti rispetto
tutto è distrutto tutto è allagato
nessuno resiste al suo cospetto
ma resta il pianto di chi si è salvato
e resta il monito di questa lezione
contro chi osa sfidar gli elementi
non è mai sfortuna né persecuzione
ma alla natura bisogna star attenti.
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Giovanni Facchetti
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