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Ribellione 1 dicembre 2011 · lettura 1 min · 2566 letture

Ti salvo come l'ultima volta

omissam 412 poesie pubblicate
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Ti salvo stavolta come l'ultima volta. Non accendere la luce voglio immaginare il tuo dolore... voglio sentirne il contorno emaciato la lieve dolcezza evirarne l'acutezza voglio conquistare il suo acme solo in esso c'è verità... pretenderne il contorno levigarlo inscatolarlo obbligarlo a fuggire dagli incubi, tuoi invincibilmente tuoi, che sovraffollano i tuoi pianerottoli dai tentennamenti che oscurano i tuoi chiari dalle chiazze oleose dei pentimenti... dai su, sdraia la tua sofferenza fanne areoplanini di carta gettali fuggili scappali dai tormenti avvincenti dai perché innumerevoli dalle tristezze infinite... acrobata le debolezze fare dire disfare il domani sempre oggi sputa il fiato organizza sconfinate lontananze sognati svestita di rimpianti perdi i sonni rimasti rimasticati rigurgitati rimangiati osservati supina scrutati di nascosto mentre piangi vita non sarà la fine... accendi la luce, ora. Guardati sorridere... ti salvi, stavolta come l'ultima volta.
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...a chi soffre...

L'autore
omissam

siiiiiiiii, narcisista son!!!!!!!!! sguazzo nella cupidigia del mio essere, m'accarttoccio intorno al mio super-io, convinto e stantio........navigo su velieri di me , su autostrade a mie corsie , su ospedali farciti di letti miei. narciso diserbante,offusco ragioni negando le mie. IO , narcicasinista, ondeggio su maro

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Commenti (5)

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EnzoL1 dicembre 2011

un dedica... a chi soffre... nella sofferenza di ognuno si cela la verità? il chi veramente siamo? credo di si in parte... bello questo modo di salvare... dia accettare senza pregiudizi ...senza giudicare veramente una splendida riflessione

Angela Fragiacomo1 dicembre 2011

Il dolore, quando si presenta, va accompagnato, attraversato, in immersione catartica... il dolore è occasione di conoscenza... solo così si può esser pronti alla guarigione... fino al prossimo dolore... Profonda, mi colpisce dal primo all'ultimo verso... persuasa a compiere tutto il tragitto... Una voce fuori campo, e l'immagine della donna prende corpo... si sveste e riveste più volte, delle sue sofferenze... un'analisi della natura umana, molto profonda e veritiera

DonnaFPgreeneyed2 dicembre 2011

Un poetare che dribblando, con abilità lessicale, in allegorie chiaro scure, invita a riflettere sulle sfumature più o meno marcate della vita. Ad essere magari meno severi nel giudicarsi o quantomeno, ad essere meno seriosi cercando di assolversi uscendo dalla scia di sensazioni dolorose. Così mi pare... in ogni caso, apprezzata in toto.

P
Paolo Morganti2 dicembre 2011

in ginocchio percorsi gli ultimi metri che mi portava alla basilica di Assisi nella marcia che nel 1990 feci da Macerata fino ad Assisi e ne ho viste tante di cose dolorose che oggi il ricordo riaffiora e commuove leggendo la tua nobile poesia e lo fai con estremo tatto e grande stile poetico . Sei massimo Omisam.

non è facile tagliare i pensieri quando si soffre, sembra di stare in un vicolo cieco dove le pareti si avvicinano sempre di più e senti la paura nascere dal ventre e sale sale fino a soffocarti .bisognerebbe avere la forza, in quel momento, di dire "non mi fai male" e d'incanto ci si trova in uno spazio aperto... ma non è sempre facile... bellissima questa tua, cosi umana, cosi schietta ...una mano tesa ...grazie