Soliloquio n°38
You Don’t Know Me
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scriverò la fine
in queste vuote rime
non ci sarà conguaglio
di questo grosso abbaglio
che chiamo amore
ricorderò le frasi
gli sguardi le occasioni
i venti freddi gelidi
e tutte le passioni
resterà soltanto
la ruggine del pianto
la rabbia lo sconforto
di questo mondo morto
del suo lezzo profuso
ricorderò l'odore
sarà solo dolore
stille di sangue rappreso
su questa anima al rogo
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L'autore
You Don’t Know Me
il certo di me non potrà mai essere rimango nell'incerto * 1° aprile 1958 * you don't know me
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