Morte come opera d'arte
Grazia Longo
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Impregnato di morte
eppure immortale.
Un brivido sulla pelle
che arriva al cuore.
Quanta vita c'è
in una morte annunciata!
Ci sono uomini così grandi
che non possono attendere
d'esser colti dalla morte.
Non possono aspettarla
miseri e tremanti
con l'anima tra i denti
sull'uscio della carne.
Le vanno incontro a metà strada
sciogliendo la maschera di cera
in un catino d'argento
e urlano in eterno
dall'eternità del silenzio assordante
d'una pausa d'un verso.
E la morte diventa
la pagina bianca
dopo l’ultimo rigo
l’opera d’arte estrema
ove resta l'orma indelebile.
Il gesto diventa il libro.
Solo pochi possono capirlo
-quel suicidio-
quel tipo di suicidio sublime.
Oh! Chi se ne va in quel modo
ama profondamente la vita.
L'ama così tanto
che si consegna alla morte
abbracciato all’eternità.
©
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L'autore
Grazia Longo
Commenti (1)
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Giacomo Scimonelli4 dicembre 2011
un suicidio può essere mai sublime???non nego che l'opera ha catturato la mia attenzione... letta e riletta più volte non riesco ad esprimere un giudizio finale... so solo che il poetare dell'autrice mi ha attratto...

