Rosa Nera
Maurizio Melandri
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Nell'orbita scavata
dei miei occhi
hai trafugato ogni sentore
di sguardo e cielo
Fredda la mia carne
disseccata
deserto di roccia e sangue
lasciasti
Delle mie ossa
polvere é rimasta
per concimare l'ombroso
tuo giardino
dove ora spuntano
Rose
rigogliose e nere
e portano nei petali
inciso
tutto il mio strazio.
Strappane una
portala sulla mia tomba
insieme ad una tua lacrima
fredda
più del marmo
che pietoso
il Corpo mio
ormai ricopre.
©
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L'autore
Maurizio Melandri
Si può definire quello che si é usando parole più o meno appropriate, termini anagrafici e sociali che tratteggino il proprio inserimento in questa società od il malessere di viverci... Poi c'è un modo più sottile e veritiero di descrivere quello che si é ed è rappresentato dal proprio mondo interiore, dalla prop
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