Angels' fall / La caduta degli angeli
Giorgia Spurio
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There is a war of colours,
The Pink eats, The Light Blue gobbles down,
-And I’m flying-.
In the Heaven the Songs
say about a rustle
between skimmed and outcast whispers,
like Clouds’ pupils,
and the wings of heavy plumes.
They meet here,
where Time’s tails
fall,
between unmerciful beats
of violet moths.
They are like Mornings that speed
on the Mountains’ peaks,
perhaps they touched the air
of Himalaya’s breath,
-perhaps, they searched a royal grave,
like a pyramid,
where her Pharaoh sleeps-.
Perhaps, they searched –in an instant-
the soft world of Olympus,
where it’s possible the meeting
between Horizon and Orient,
where it’s possible the landing place
of grudges with the West,
and the Gods chosen human names
to tell about them, about Angels,
when They fallen.
The Clouds don’t be hidden,
except their features
like limp shadows
of concealed crying,
of missed betrayal,
of tears whom the rain
-still- keeps in her chest.
And we can see the Ether
when the cerulean ceiling
throws his palate
with his sorrowing,
-so the meteors fall
like Angels-,
-so the comets fall
like Gods-,
dressed up as the Sky.
Traduzione
C’è una Guerra di colori,
il Rosa mangia, l’Azzurro divora.
-ed io sto volando-.
Le canzoni nel Cielo
raccontano di un sussurro –delle foglie-
tra gli sfiorati bisbigli emarginati,
come pupille tra le nefeli,
e le ali di piume troppo pesanti.
Si incontrano, lì,
dove precipitano
le code del tempo,
tra spietati battiti
di falene viola.
Sfrecciano come mattini
sulle cime delle montagne,
forse toccarono dell’aria
il respiro dell’Himalaya,
in cerca di una tomba regale,
-come di una piramide,
il riposo del suo faraone-.
Forse cercarono di un istante
il soffice mondo degli Olimpi,
all’incontro dell’orizzonte con gli orienti,
allo scalo dei rancori con gli occidenti,
e gli dèi scelsero nomi umani,
per parlare, di loro –gli angeli-
quando caddero.
Le nuvole non si nascondono,
che le loro sembianze,
come ombre –molli-
di pianti celati,
di tradimenti falliti,
di lacrime che la pioggia ancora
-trattiene nel costato-
E d’etere si spalanca
il soffitto – ceruleo-
d’un sol compianto
il suo palato,
così come gli angeli,
-precipitano meteore-
così come divinità
-precipitano comete-,
travestiti di cielo.
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L'autore
Giorgia Spurio
Commenti (1)
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B
Barba7 dicembre 2011
scorre come una fiaba celeste, e lascia immagini suggestive.
