Etereo

Sulla tolda acciambellata gomena,
lascia al vento il veliero, libere le vele,
canapo raggomitolato, che l'attracco hai lasciato,
ricordi i porti nel cappio che hai preso.
Su me stesso come corda salmastra mi raggomitolo,
libero i ricordi e una prece, che tutto sia cosi come desiderato,
che il sentimento voli leggiadro fino al passaggio delle aquile
fino dove i monti, nelle cime, la gelida neve accolgono.
In questo dormiveglia solitario e giusto penso:
- mille sono i versi, le strofe e le canzoni,
libere vanno dove chiedo io di andare
percorrono spazi infiniti a velocità solare,
arriveranno dove voglio io che arrivino?
Gela il sangue nelle vene,
raccapriccio e brividi mi colgono,
colano fredde le gocce dalla fronte
sudore che imperla il viso,
ed in questo bagno che m'asperge
desidero migrare anch'io nell'etere.
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Commenti (3)
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Sara Acireale9 dicembre 2011
Migrare nell'etere e... perché no? Con la fantasia tutto si può. Basta indossare le ali della fantasia e si viaggia gratis e si arriva dove si vuole... Non è difficile...
EnzoL9 dicembre 2011
l'amore è un boing 747 pronto per partire... quando si ama... si sogna si danza, si vola... il testo veramente ben rifinito, ottimi i versi e la musicalità un gran bel lavoro
Patrizia Ensoli9 dicembre 2011
Un viaggio fantastico in circuiti d'essere, sogno di libertà e realizzazione dove l'amore ne è protagonista... Lirica ben strutturata e fluida.


