Buongiorno al mio estraneo
Pasquale Lettieri
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Quando l’alba del solito giorno
schiarisce il cielo che non ha voglia di aprire gli occhi,
e il sole accenna il primo bagliore
col suo sorriso giallo colorando
da sempre il solito pezzo di terra,
e il gallo canticchia, prima piano,
poi sempre più forte l’iniziale buongiorno
ricordandomi del primo vagito di ogni uomo nato.
Piano, mi sveglio dall’uomo che non conosco,
quello che dorme indifeso e va in
giro cercando pezzi di se, di tracce.
Sbadiglio, poi, riconosco allo specchio
il mio corpo e quindi l’altro me.
Buongiorno, ripeto alla mia estraneità
mentre piano si accende la candela
fuori e dentro di me.
©
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L'autore
Pasquale Lettieri
La bellezza dell’essere sta nella tolleranza, nella comprensione, nella fiducia, nell’accettare il diverso che dentro di noi muta. Nel porre soprattutto ogni giorno, fiducia alla vita. Sono sempre interessato a quello che accade dentro di me, sin da piccolo, in particolare a come rotolano le biglie sul tappeto ver
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