Polvere e giochi di vento

Conosco il seppia di questo ritratto
la tavolozza macchiata di breve inchiostro
I resti di cene pensate
osservando la vita
I piedi sui rovi
le braccia vuote
di un mondo che non accoglie
Sul corpo il godere
di attimi brevi
la pelle calda di sole
Patrimoni di dolore
lasciati sul campo dei morti
Tra le rinuncie
e i sogni
di purezze inespresse
C'è la tela azzurrata
dei giorni di festa
il din don delle campane
il dare e l'avere
in pacchi vuoti con nastri giganti
L'alba che sempre nasce sul monte
in un viaggio verso la fonte
Ho cercato in un rosso d'uovo
navigando il pulcino la vela
tra fiori di pioppo
e un filo di vento
nella polvere
e polvere scorre via
tra le dita
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
L'autore
Veitla
Sono nata in umbria, vivo da moltissimi anni a Roma. Nella poesia ho trovato quelle cose che nella vita di tutti i giorni sembravano dimenticanze. Non ho studi scolastici importanti...ma gli esami continuano, vivendo...
Commenti (1)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
alessandro mazzeo11 dicembre 2011
L'inarrestabile scorrere della nostra esistenza, il continuo divenire e susseguirsi di speranze, occasioni, dolori, improvvise svolte. Una poesia malinconica di chi osserva in disparte cercando l'occasione di essere protagonista della propria storia. Davvero molto bella.

