Elettroshock
Lunabionda Valentina Di Caro
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Ho il cervello in disuso... il pensiero dissociato
in ginocchio i neuroni della volontà
sono spaccata a metà, fra umiliazione e deferenza
Scrosto brandelli di dignità entrando e uscendo... da ruoli
mentre tu entri ed esci da me... più che altro esci
sento vicino il crollo, vedo riaprirsi la stessa parentesi
di un discorso iniziato e mai finito... la notte come il giorno
ti dono un corpo morto che finge d'esser sveglio
(Di giorno... di notte... io dormo?...io veglio?)
E intanto si ripete la mia nemesi, croce portante
che come il canone tv, mi ha ritrovata... nella nuova casa
Sono il frutto d'una bestemmia inconfessata
e mi piace pagarne lo scotto... io masochista e viziata
mi strappo la pelle che mi sono appena cucita
Mi hai legata mani e piedi all'elemosina d'un fiore
nato dal microchip d'un seme impiantatomi a forza nel cuore
(Ordina padrone e sarò felice di farmi del male...)
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Commenti (2)
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omissam11 dicembre 2011
...parole quasi sovr annaturali talmente forti da svegliare anime sopite... bellissima apoteosi dell'amarezza (S) consacrata... almeno io la vedo così...comunque di un fascino travolgente
alessandro mazzeo11 dicembre 2011
Una magma che devsta lungo il suo percorso... una poesia dura e cruda che colpisce dritto al bersaglio. Conservo e segnalo!


