Al centro del cosmo
Giorgia Spurio
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Gli astri, come un sospiro,
-il punto e a capo di una cometa-
Ed il suono –di quel delicato scricchiolio,
a volte sordo, dell’universo-.
La terra, sembrava una scacchiera,
e il corno suonato dalle fate,
richiamava dai monti, le vie lattee,
e le stelle si muovevano, a gesti
aprivano le loro punte,
e come neve, sotto maschera di polvere,
si posavano su dei monti la rugiada.
Le anziane donne avvertivano
-ancora invidiose come da vergini-
che, al rintocco dei loro zoccoli,
delle capre le gambe affusolate
coperte da lunghi scialle neri
che il fato donò alle sibille,
i giovani pastori accorrevano
-oltre i consigli, e le indifferenze dei fiori-
Per vedere le trecce e le chiome
delle loro ombre, unica traccia
del loro passaggio,
oltre che dell’adolescenza l’amore.
Del sole ruotava l’argenteo della luna,
ed il fuoco appariva leggiadro
come l’aureola degli angeli
attorno alle caviglie dei pianeti.
La bimba stringeva la voce della madre,
e era sospeso, il fiato,
come le infinite lucciole
rapite dal cielo.
Sbatteva le ciglia,
ed azzurre le iridi
divenivano specchio della notte,
un cumulo di sogni evaporati
e segregati,
lì dove ogni occhio nudo
chiama quell’angolo,
al centro del cosmo,
Paradiso.
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L'autore
Giorgia Spurio
Commenti (1)
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Antonella Scamarda12 dicembre 2011
Assolutamente rapita da questi versi immaginifici, che mi trasportano, assai piacevolmente, in un'atmosfera che riconosco familiare al mio intimo sentire il mistero del cosmo.

