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Natura 16 dicembre 2011 · lettura 1 min · 4993 letture

Delizie dell'inverno (sonetto doppio)

Duilio Martino 581 poesie pubblicate
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Delizie sotto gli archi ben stipate le sorbole infilzate i fichi bruni posti ad ammezzire l'uvetta in ceste in vimini trecciate delizie destinate al verno in cui la terra sta a dormire. I cachi in paglia e pere maculate le noci già sgusciate i peperoni corno a rinsecchire dei melograni pelli già dorate cipolle inghirlandate le mandorle e castagne da arrostire. La malva appesa e origano a seccare i rossi serti d'agli e pomidoro mazzetti anche d'alloro al soffio della brezza a dondolare. Bastava solo poco per campare quotato tutto in borsa come l'oro decide oggi il decoro lo spread che i colli bianchi sanno alzare.
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Sonetto... fotografiamo le tradizioni antiche e dimenticate... con un pizzico di nostalgia!

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Duilio Martino
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Commenti (9)

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Shelly Nicole Del Santo16 dicembre 2011

Si, davvero un pizzico di nostalgia, la tradizione voleva le cose semplici da gustare ma anche per addobbare, sapeva tutto di casereccio e familiarità ed era tutto più buono e bello. Oggi non si gusta niente, sembra tutto scontato anche se... bhè coi tempi che corrono... Poesia bellissima nella forma e contenuto... complimenti all'autore

carla composto16 dicembre 2011

ben descritta da questo poeta la nostalgia per le vecchie usanze per le tradizioni di un tempo che davano calore ed allegria alla nostra vita...

Silvia De Angelis16 dicembre 2011

Tradizioni particolari del passato, di cui si sente una gran nostalgia... descritte in mirabili versi di poesia... apprezzatissimi

EnzoL16 dicembre 2011

... bellissima, un sonetto ben riuscito che mescola amarezza e malinconia per tempi andati in cui i valori, le piccole cose avevano importanza fondamentale, un luogo e un tempo in cui vivere era forse più duro ma anche più semplice... dove non si viveva con la paura addosso, in mezzo a targhe e sigle incomprensibili e numeri che ondeggiano segnando la sorte di intere nazioni... un gran bel lavoro veramente splendida

P
Paolo Morganti16 dicembre 2011

Bellissima poesia Bucolica e mi ricordano gli anni della mia fanciullezza nella casa dei miei nonni con tutto quel buon di Dio a festeggiare le feste la befana con fichi secchi, "ciorve" sorbole, con i dolci quali " lu frestinghe" frustingo, e il croccante caramellato con nocciole e miele versato e spianato sul tavolo di marmo e poi... ci sarebbe da scrivere e scrivere per ricordare tutto e i pensieri vanno alla mia dolce nonna e al mio burbero nonno che con lo sguardo al camino, come un treno sbuffava fumo con la pipa di radica fatta da lui, e come sono felice di questa tua ricca poesia, grazie poeta. un bel fiocco e segnalo.

Annamaria Barone18 dicembre 2011

Bastava poco è vero, eppure c'era tutto, l'emozione, il calore, il senso della Festa. Ed è questo ciò al quale dovremmo tendere: al "senso", al significato. E' una poesia questa che si gusta, proprio come i succosi frutti che l'autore così bene descrive, e se ne sente il gusto ed il profumo e si notano gli smaglianti colori. E non manca nella chiusa una nota alla situazione attuale, proprio alla fine, in modo che resti anche un pizzico d'amaro in bocca... eccellente

Antonio Biancolillo20 dicembre 2011

Un sonetto che ha il pregio di saperci portare a ripensare quando bastava poco per avere il tutto…quando si riusciva ad apprezzare il significato di un dono…di un frutto…di un sapore... di una foglia d’alloro…tutto lì …messo a nostra disposizione senza null’altro pretendere per …campare… E oggi …invece…niente ha più il sapore della sorpresa di una delizia ... scontata per noi… Piaciutissima…

Lidia Filippi21 dicembre 2011

Che bella! Ad ogni strofa appare un quadro meraviglioso. Un tempo bastava poco... Che era tantissimo. Quanti ricordi, immagini, suoni e profumi possono essere evocati da questa poesia scritta peraltro con stile impeccabile.

Berta Biagini27 dicembre 2011

Purtroppo non tutti apprezzano il vissuto di un tempo ricercando sempre qualcosa in più – senza capire che ormai abbiamo raggiunto il massimo e possiamo solo tornare indietro se i nostri desideri non si fermano in tempo. Tema sentitissimo.