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Riflessioni 17 dicembre 2011 · lettura 1 min · 2961 letture

A better place

Barbara Golini 817 poesie pubblicate
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odore di pirozhkì invade le viuzze di questo paesaggio nell'attesa che la luna rifletta sul bianco ed illumini a giorno sento sotto i piedi scricchiolar di fiocchi com'è freddo quest'inverno che non lascia spazio al gracidar delle cornacchie * osservo le mie gambe raggelare d'improvviso avessi messo galosce di feltro comprate al mercatino a due kopeki * parla francese la musica nelle mie orecchie d'improvviso mi volto al rumore dello scivolar lento del mio vicino mi diverto a guardar qualcuno saltellare alla fermata mentre mi chiedo quanto tempo impiegherò prima che le mie gambe gelino * attendo alzando lo sguardo al cielo coperto solo di qualche nuvola grigia mentre la luna comincia a brillare * dietro l'angolo s'affaccia un fagottino le donne corrono verso casa è ora di preparar la cena e non guasterebbe un borsch' intanto le mie gambe arrossiscono in maniera evidente se morissi qui al gelo sarebbe un assopirsi silenzioso
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L'autore
Barbara Golini

Sinceramente a me non serve proprio nulla, se non il mio animo (M.Cvetaeva) Grazie. Barbara ....non ho mai iniziato, né mai finito.......

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Commenti (3)

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alessio carlini17 dicembre 2011

la mente vuota che accoglie ogni immagine, suono, vapore ed elemento dell'attimo... non v'è cenere o fumo ma semplice verità della natura attorno "Alessio Carlini" una poesia questa dell'autrice che mi porta in quel luogo ... è bellissima

Angela Fragiacomo17 dicembre 2011

letta come ne avessi visto il cortometraggio, tale la forza evocativa dei versi... ne ho percepito odori, suoni, gelo... e lo stato d'animo di quasi pacata riflessione su quanto accade, ma che mi rimanda ad una analogia introspettiva, come se l'autrice sentisse lo scorrer della vita attorno, e lei immobile al freddo, prendesse consapevolezza dell'ineluttabilità delle cose ed infine, dell'assopirsi lento ed indolore... lirica d'indubbio stile, molto molto piaciuta

Aldo Bilato17 dicembre 2011

grandi capacità scenografiche di quest'autrice che in questa lirica ci sorprende ancora una volta con la narrazione introspettiva che descrive ciò che intorno a noi accade... mentre ciò che ci accade dentro, lo trasforma in quel che vediamo come fossimo dietro ad una macchina da presa... chiusa magistrale!