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Sociale 19 dicembre 2011 · lettura 1 min · 1313 letture

Adda venì l'avvenire

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Paolo Morganti 1117 poesie pubblicate
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Scarpe rosse, bucate, stringo, con passione forte allaccio le stringhe, l'avvenire, pur bisogna trovarlo dove il sole forse ancora sorge. Biechi pasteggiano, degustano, pieni i calici preziosi di cristallo, le bollicine, perpendicolari esatte nel vuoto champagne disperdersi, straniero scoccia bicchieri. Poveri Cristi senza croce nei cartoni plasmatici led ludici scortecciano gli angoli stendono coltri modello graffiante ammantano ossa congelate geloni sui mezzi calzini bucati. Carte argentate, origami magici galleggiano nei rivoli dei marciapiedi rii scongelati, fino alla chiusa scompaiono il sogno s'evapora nel buio della fogna. Fortuna! L'intermittenza ipnotizza ancora accesa il rosso obnubila la rabbia si cheta s'ode la nota stona nell'anima la pace e la bontade di tutta la cittade. Avanzi gettati interi civiltà pregiata si toglie aria si cambia spazio si resta, digrignando i denti, gelati, suonano ritmi di follia straordinaria la veste del pino. Rincantucciano la membra volumetria rubata evasione fiscale senza pigione nella rua prigione incatenano misere vite i potenti. Si rimembra andando verso il sole rotte le scarpe rosse acqua e gelo penetrano dentro il cuore congela l'avvenire.
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Commenti (7)

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EnzoL19 dicembre 2011

... condivido pienamente il pensato di questa bellissima lirica sociale... L'autore ha permeato l'intero testo con metafore e con parole a tratti moderne e a tratti più classiche, in un sapiente mescolio, a reso profondamente sia in musicalità che nelle immagini il concetto espresso... sempre ammirato un gran bel lavoro

Angela Fragiacomo19 dicembre 2011

le scarpette rosse, mi par di percepire che forse siano richiamo ad una certa lotta politica che oggi non c'è più...in ogni caso, la società attraversa sicuramente un momento storico importante, in cui la corruzione ed il consumismo, il capitalismo, la fanno da padroni... ed è difficile a mio avviso, chiamarsi fuori da tutto, a prescindere dal proprio credo... siamo in qualche misura tutti responsabili d'aver costruito vite all'insegna del possesso delle cose, più che dei sentimenti... ed i risultati sono sotto gli occhi di tutti, dall'alto al basso delle nostre strade... amara lirica, dipinge un quadro desolante, in cui non v'è spazio per una speranza d'avvenire, in cui invece, personalmente preferisco continuare a credere... apprezzata

Patrizia Ensoli19 dicembre 2011

Intensa e significativa, metafore ben calibrate che ben delineano l'oggetto del pensiero, desolante e amara, descrive un momento particolarmente difficile che il nostro paese sta attraversando... Ultimamente credo si sia in molti ad aver perso la speranza... Apprezzata ...

ilaria montali19 dicembre 2011

Sofferenza, sconforto... versi intensi, ricchi e drammaticamante veri!

Nadia Mazzocco19 dicembre 2011

Il mio inchino a questo poeta e alla Poesia... fiocco rosso e mille applausi. É bello imparare da te!

C

ben descritta la situazione precaria della società, non vi può essere serenità in questo squilibrio sociale, poesia magistralmente scritta, complimenti

Duilio Martino19 dicembre 2011

Versi davvero molto intensi ricchissimi di metafoire pregevoli sicuramente da infiocchettare... Condivido il sentire dell'autore! Complimenti!