In me c' è un fanciullo

In me c'è un fanciullo che giace assopito
nei giorni felici si sveglia d'acchito
e rende la vita briosa, leggera
così la mantiene finché si fa sera.
Ma il male gravante di certo non scorda
ed inizia a pensare mentre salta la corda,
e quando le mani ancor mette per terra
ricorda basito quei giochi di guerra
che tanto riecheggian le storie presenti
un popolo intero ha offuscate le menti
le scene più assurde ingoiate dai media
per togliere noia ai malati d' inedia.
Ritorna alla mente la barca con vela
viaggiava nel lago, un legno e la tela,
il vento soffiava leggero da poppa
ed io immaginavo ci fosse la truppa:
gli scafi di oggi son quasi relitti
e caricano a bordo dei profughi fitti.
Un gioco dei nostri era guardie con ladri
talvolta alla festa giocavan anche i padri,
ancor oggi qui, mi emoziono un pochino
e ricordo i dettagli del grande giardino.
Il sistema dei furti oggigiorno è mutato
il danaro si muove in un mondo malato;
è cambiato finanche un concetto morale,
se non rubi non reggi pressione statale.
Ed una parola dedicata ai tuoi santi
ritrovi indicando residenze furfanti.
Paradiso non indica il luogo delle ali,
ma il punto d'approdo di frodi fiscali
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L'autore
Gasparo
Il mio nome è Antonio Gasparini, nato a Parma, ove tuttora vivo. Ex rugbista con soprannome "Gasparo" (da cui lo pseudonimo) Ex funzionario di una nota multinazionale leader nel suo settore merceologico. Sono sposato ed ho due figli maggiorenni ... e sono perfino nonno di due splendidi nipoti!
Commenti (1)
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Paola Paolina Segatto20 dicembre 2011
Bellissima poesia di rima baciata! Dolci ricordi di un tempo bambino, ora son giorni diversi, che si danno la mano per fare i perversi. Molto sentita e piaciuta!
