Pallida neve
Lunabionda Valentina Di Caro
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L'agrifoglio era già porpora
e il viso ancor più che pallido
ti muovevi appena
e forte in me generavi scompiglio
poi mi chiesi come potessi
arrecar danno a chi in piedi si reggeva
a malapena, esile gambo di vischio
sotto il nevischio della bufera
distolsi sguardo dal sepolcro
e lo posai sul barattolo del miele
dentro annegai, immaginando
di leccarlo dalle tue dita amare
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Commenti (1)
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Francesco Rossi29 dicembre 2012
Soffio di vento che invola un ebbro velo di voluttà.

