Dal profondo
Echeggia in me, di Davide
non la Speranza, il grido
Perché m'hai dato in dono
soltanto lo spigolo dell'Edificio
là dove la pietra, greve, punge?
M'aggiro come fiera inquieta, affamata
-in solitudine fra il branco-
e fisso verso l'arancio cupo
dell'orizzonte
uno sguardo d'attese inesprimibili
Brontola come le viscere
l'anima
-l'inedia la tormenta-
eppure
non ho che un desiderio:
che dell'oro screziato del tramonto
resti
scintilla celeste d'amore
e che quell'umile bagliore
basti
alla Vita
©
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