Pampini e vesperi vermigli

Brillava ancora il vespero vermiglio
e invece dei cipressi c'eran vigne,
quando egli trafelato infin vi giunse
e a ininterrotto pianto dié la stura,
poiché sui tralci più non vide l'uva.
Invero qualche chicco ancor restava
e c'era un uccellin che lo beccava,
poi s'arrestava a tratti e lo guardava,
che tra i singhiozzi, il pianto suo beveva.
Avvenne poi, che, insieme a un'emicrania,
gli scoppiò fitto un gran dolor di pancia;
le gambe sue piegò, senza vestito,
ma un raro fil di paglia all'improvviso
entrando lo trafisse nell'ordito.
Tosto quel fil si colorò in rossiccio;
le fronde variopinte e profumate
e tutto allora intorno fu vermiglio!
Furioso un gran fruscìo allor s'intese
curiosa poi sbucò una testolina;
il corpo fuor dai pampini protese,
e intorno si guardò lucertolina;
che, un gran giro fece intorno,
e si ritrasse disgustata,
proprio affatto interessata
a quel vespero vermiglio,
così puro come un giglio.
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L'autore
pompeo conte
Diploma "TIM e vari altri di natura professionale, ma la passione più profonda è verso le materie letterarie, che lo fanno sentire un eterno studente. Conoscenza di diverse lingue straniere, con permanenze all’estero. Ogni risultato nella vita è sempre giunto con un certo ritardo, ma va bene anche così. Pensionato, ris
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