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Fantasia 27 dicembre 2011 · lettura 1 min · 2305 letture

Pampini e vesperi vermigli

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pompeo conte 750 poesie pubblicate
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Brillava ancora il vespero vermiglio e invece dei cipressi c'eran vigne, quando egli trafelato infin vi giunse e a ininterrotto pianto dié la stura, poiché sui tralci più non vide l'uva. Invero qualche chicco ancor restava e c'era un uccellin che lo beccava, poi s'arrestava a tratti e lo guardava, che tra i singhiozzi, il pianto suo beveva. Avvenne poi, che, insieme a un'emicrania, gli scoppiò fitto un gran dolor di pancia; le gambe sue piegò, senza vestito, ma un raro fil di paglia all'improvviso entrando lo trafisse nell'ordito. Tosto quel fil si colorò in rossiccio; le fronde variopinte e profumate e tutto allora intorno fu vermiglio! Furioso un gran fruscìo allor s'intese curiosa poi sbucò una testolina; il corpo fuor dai pampini protese, e intorno si guardò lucertolina; che, un gran giro fece intorno, e si ritrasse disgustata, proprio affatto interessata a quel vespero vermiglio, così puro come un giglio.
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se avete avuto modo di osservare i cani, avrete notato che ad essi certi incidenti non capitano perché preparano il terreno prima...

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L'autore
pompeo conte

Diploma "TIM e vari altri di natura professionale, ma la passione più profonda è verso le materie letterarie, che lo fanno sentire un eterno studente. Conoscenza di diverse lingue straniere, con permanenze all’estero. Ogni risultato nella vita è sempre giunto con un certo ritardo, ma va bene anche così. Pensionato, ris

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