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Riflessioni 27 dicembre 2011 · lettura 1 min · 4311 letture

Come l'edera!

Duilio Martino 581 poesie pubblicate
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gli ipocriti spavaldi mozzata alla radice l’edera la estirperanno anche dal tronco credendo - idioti - che sia lì appiccicata sui rami astutamente abbarbicata per assorbire - sanguisuga - sostanze a scocco... ...qualora necessario perfino si scorticheranno scartando la loro stessa corteccia pur di strapparli quegli appigli che a sentir loro sono soltanto artigli la verità è che non amano affatto sentire addosso altra presenza seppur discreta e lieve... la colpa grave è aver bramato la cima per guadagnare un raggio… una bava di sole la colpa grave è aver cercato lo spiraglio per respirare un refolo di brezza per non morire soffocato nel freddo sottobosco che pur li nutre generoso e a dismisura ancor accresce l'esuberante vanitoso ceppo
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L'edera non è un parassita, usa gli arbusti solo come appiglio... come sostegno!

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Duilio Martino
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Commenti (7)

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alessio carlini27 dicembre 2011

riflessione vera e pulsante dell'etica ...nel concentrato delle sensazioni che la poesia scaturisce "in me" mi appare: Trattiamoci e riconosciamoci come persone... opera piaciuta e sentita

carla composto28 dicembre 2011

metafora e riflessione ben costruita che il valente poeta ci regala in questa bella lirica... l'edera che salendo cerca la luce... un po' di sole un un mondo coperto da ombre ...

Lidia Filippi28 dicembre 2011

Ottima riflessione! Ciascuno di noi ha bisogno di alti che lo sostengano e lo aiutino a"bramare la cima", a cogliere uno spiraglio di luce... e ciascuno di noi a sua volta puòessere il tronco che sostiene. Poesia mollto bella ed efficace.

EnzoL28 dicembre 2011

non posso che condividere il pensiero, ognuno di noi abbisogna dell'altro... lo chiamerei mutuo soccorso... un amico, l'amata o l'amato... persino un nemico (anzi) può aiutare una crescita... una riflessione sottile, garbati e splendidi i versi

Garbofania28 dicembre 2011

Certo, grave colpa rialzare il capo, guardare oltre le apparenze e la realtà di plastica. E' condannabile perché fa paura chi non si adegua, chi non si mette in fila, chi esprime la propria individualità.Strumentalizzando l'utenticità,la diversità,si esercita il controllo totale.(e i giardini sono piatti e tutti uguali) le menti si spengno e non fanno più paura. Molto bella e profonda.

Idalgo Visconti28 dicembre 2011

Ottima riflessione, indiscutibile la validità della metafora scelta, per richiamare alcuni concetti base di viver comune che ormai vanno svanendo... anzi direi ormai scomparsi... (così seccano le nostre radici...) Piaciuta.

Annamaria Barone29 dicembre 2011

la ricerca di quel raggio diretto di sole, per chi non ha tronco, la simbiosi, tra esseri viventi, l'uno dona qualcosa all'altro, lo protegge, lo aiuta, e questa poesia è di una bellezza infinita, piena di profonda saggezza, e un monito, quello di non lasciarsi ingannare dalle apparenze e la morale che insieme è meglio. Questo autore con parole acute e di elegante bellezza ha composto una lirica pregevole ed una poesia che fa bene al cuore