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Riflessioni 28 dicembre 2011 · lettura 1 min · 4155 letture

Perché io... ero azzurra

Giorgia Spurio 671 poesie pubblicate
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Perché del vento, è come il rosso -cade come nuvole, nebbie dal cielo- e tra di loro, i silenzi dei piedi -muti e nudi-. L’erba cade come neve, dalle foglie i tronchi degli alberi, e respiri, e mi strinsi la mano, per aver tatto della mia anima. E del canto –l’urlo- come cori –spalancano ciglia alle guardie degli inferni- Un bacio, solo un bacio, fra le cetre per i cerberi, di un amore illegittimo, perché –dicevano- che io ero azzurra, un diavolo vestito di cielo. E del singhiozzo –la morte- come il buio –digrignando i denti, della notte, e delle angeliche lucciole, su incollate, la tortura di una prigione chiamata costellazione- Un bacio, solo uno, dal profumo, -il sapore, gusto amaro-, di apocalisse, la chiamarono da ponente -stridula- eclisse, perché io ero azzurra, ancora... -ancora pallida alla luce-, come... -un angelo, loro desideravano-, come un demonio vestito di... -a loro piaceva- il bianco, ma era sporco... di opaco -un sogno- scarlatto.
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Giorgia Spurio
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