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Questa pagina ha una colonna sonora scelta da Oriella Del Col
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Donne 29 dicembre 2011 · lettura 1 min · 3195 letture

Venite Signore

Oriella Del Col 65 poesie pubblicate
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Venite Signore io vendo l'amore se amore si chiama Do tutto il mio corpo ma il cuore non ama Venite Messere volete sapere che cosa mi spinge che cosa mi preme? Non certo il denaro o ladra farei se di ghelli m'abbondo volessi. Io cerco l'amore ma trovo ribrezzo non nuoto io annego nel sesso Il giovane, il vecchio, l'ardente amatore. Disprezzo io provo disprezzo ed orrore. Orrore del corpo che schiavo è comprato ho venduto anche il cuore ma nulla mi han dato. Venduto a quel giovine del mio paese che poi mi ha lasciato col bimbo di un mese Terrore e paura ho della spazzatura scappare non posso dal fango del fosso Chiedo solo al Dio onnipotente non salvi il mio corpo comprenda la mente.
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Si scrisse da sola quando avevo 15 anni, avulsa dal mio contesto di vita e in uno stile arcaico che non conoscevo, mi lasciò perplessa e ancor oggi resta inspiegabile.

L'autore
Oriella Del Col
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Commenti (4)

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alessio carlini29 dicembre 2011

poeisia e riflessione ampia- mente attuale... l'autrice mette a nudo le sue sensazioni ad un tema delicato, profondo e non facile da percorrere con l'anima completamente nuda e rivolta a tutto ciò... uno stile personale che rende la poesia diversa e piacevole da leggere per scorrevolezza... molto apprezzato il richiamo, la sonorità ed il rewind rinascimentale della prima strofa...

C

questa poesia sarebbe stata una splendida ballata di De Andrè, se fosse ancora vivo, apprezzatissima

L'Autrice con parole e stile molto personale esprime un delicato e sofferente argomento ancora di attualità pur richiamando un atteggiamento medievale... molto profonda e apprezzatissima... complimenti

M
Moreno Tonioni30 ottobre 2012

Questo narrato introspettivo di grande impatto emotivo, narra di un'attore sofferente nel tracciare l'iconografia delle sue gesta. Chiudendo il cerchio con la supplica che della chiusa fa magnificenza. Non voglio essere giudicata, ne pretendo essere compresa ma voglio essere accettata per quanto io sono e sento d'essere, oltre alla sofferenza della mia anima… oltre alla lascivia delle mie membra. Ed al Signore, solo a lui volgo preghiera di comprensione. Chapeaù