Ho visto, nel tempo, tanta gente attraversarmi
che aveva scritto
- nero su bianco -
e aveva riso, confidato, pianto
immaginando linee parallele e fili senza limiti
Erano convincenti ed io
non ho mai imparato la cosa più importante per la sopravvivenza
- la diffidenza -
Idiota, ho creduto nei sorrisi di vetro
nelle lacrime di brina
- non tenendo conto ch’erano scrittori -
...bugie soffiate verso nord
dove il gelo muta i respiri dei credenti
Sento d’essere asfalto a righe
e su di me passanti muti
- distrattamente aridi -
andanti dalla sponda degli abbracci all’abbandono
dove mi attende il vuoto
colmo di pianto notturno
quando gocce salate segnano le tempie
ed i capelli sembrano meduse e flusso
rivolto al solo sogno rimasto asciutto
come parto senz’acqua
Affetto slegato ai muri
che non hanno più
il sentore dell’abbraccio
addio, numero x
anche tu non tornerai
con lo sguardo, di qua dal guado
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
Commenti (1)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
poeta per te zaza29 dicembre 2011
il primo verso della poesia nel titolo è un'invenzione originale e intrigante, la poesia sull'aridità di sentimenti e sull'ipocrisia di tanti falsi amici è ben scritta
