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Impressioni 30 dicembre 2011 · lettura 1 min · 3805 letture

Questa Nostra Città

mario calzolaro 369 poesie pubblicate
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Verso di me tendi la mano, un invito ad offrirti la mia, vuoi mostrami la Città che ami e vuoi che l'ami anch'io... ho preso la tua mano l'ho tenuta stretta badando bene a non farti male, ho volato con te ho goduto dei voli che mi hai offerto ho sorvolato ciminiere e fetidi anfratti, l'ho osservata questa creatura, questa creatura che hai voluto farmi conoscere, questa baldracca questa debuttante questa laida donna stravaccata discinta e debordante questa figura nivea, virginea questa vittima sacrificale questa assassina vocazionale son riuscito a vedere i "signori" e i "poveracci" che ci vivono i vermi brulicanti e le creature illuminate, sempre stringendoti la mano ho ripercorso con te la sua storia una storia nuova e antica vecchia di giorni e di migliaia di anni ne ho bevuto l'aria, con te ho goduto dei suoi mari del suo bistro e del suoi citri ho riso e pianto... ma soprattutto ho pianto... ed anche tu piangevi...
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Son triste: un'Autrice si ritiene quasi "scippata" del "suo"! Improvvidi commenti che fan pensare a una larvata forma di "plagio"! Risibile e mortificante! L'autrice ebbe a comporre una lirica su questa città... più "corposa"! Mi piacque, glielo dissi . Col suo buon grado io concepii un "controcanto": Le due "opere" (niente di che né l'una né l'altra) nascevano "sorelle di ispirazione" pur nella loro visione personale e ben differenziata nello stile... sia ben sottolineato . Non credo vi sia luogo per empiti od isterismi possessori . L'ho detta tutta!

L'autore
mario calzolaro

Sono nato a Taranto,e ci vivo . Sono un avvocato,penalista. Amo scrivere poesie.Amo il teatro,il cinema,la poesia,la letteratura , l'Arte in genere,la fotografia ed i fumetti. Colleziono dipinti contemporanei ed arte figurativa , arte giapponese del XVII,XVIII e XIX secolo ( netsuke,inro,ojime,stampe).

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Commenti (11)

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elisabetta tegas30 dicembre 2011

Un canto d'amore e tristezza verso la propria città...Complimenti all'autore

Danielinagranata30 dicembre 2011

si...è un canto d'amore per la nostra città che nonostante tutto amiamo e portiamo nel cuore

Antonio Biancolillo30 dicembre 2011

Un canto in versi di poesia immerso nelle note musicali ben riuscite... mentre la nostra città ci porta per mano nella sua storia di ogni giorno... fin dentro le sue contraddizioni... le sue certezze di storia... tra i colori e gli odori fatti di ognuno di noi... nell'amore nostro fatto della sua aria... Molto apprezzata...

Angela Ferilli30 dicembre 2011

belle immagini, accorato canto d'amore e, leggo, in appendice, "non solo un volo della fantasia...", sembrerebbe quasi che tu sia stato "ispirato" da qualcosa in questo TUO canto... mi chiedo perchè, una volta tanto, non dire la verità... e sorrido

Grazia Bianco30 dicembre 2011

Una melodia che trafigge il cuore con carezze profonde...

Silvia De Angelis31 dicembre 2011

Sensazioni vibranti e contrastasti della città ove si vive, che lascia trasmettere continuamente dei segnali di vita in evoluzione, non sempre positivi... Poesia apprezzata

Stefania Stravato1 gennaio 2012

Ci è ben nota l'indole appassionata dell'Autore, che in questo canto declama, con i toni vibranti del suo verseggiare, scaturigini della propria natura, ancora una volta l'Amore, adesso quel dolente e viscerale amore, per la propria città. Segnalata e da conservare.

C

un canto d'amore e d'odio per la propria città che magari si vorrebbe diversa, ottimi e penetranti le metafore usate complimenti

Caterina Tagliani6 gennaio 2012

Leggo nei versi del poeta l'amore e la nostalgia per la città che ama... forse un po' l'immagine di ogni nostra città che vorremmo diversa da come si presenta o da come la ricordavamo. Molto bella, sentimentale, piena di descrizioni struggenti... baldracca e viginea insieme... e il poeta piange

Duilio Martino9 gennaio 2012

" ho goduto dei suoi mari... dei suoi due mari ...ho riso ma soprattutto ho pianto... e tutto questo a Taranto... e mi ci vedo in questi versi stupendi!

Donatella Pezzino11 gennaio 2012

Sensazioni vive che entrano nelle vene... respirare la propria città fin nei più remoti anfratti, senza paura di scendere nell'abisso è strapparsi il velo dagli occhi per guardare in faccia la vita. Splendida e profondissima poesia.