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Riflessioni 30 dicembre 2011 · lettura 1 min · 2404 letture

Eterna guarigione

Angela Fragiacomo 657 poesie pubblicate
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Realizza la mente chimere, d'urgenze infantili -bisogni- Simmetrie in feedback esplorativi Tu che dicevi Ed io rispondevo Affinità elettive l'alibi al processo soliti scenari, cambiano i paesaggi talvolta le comparse scompaiono Al calar del sipario la sala era vuota la recita stanca e stancante reitera labiali autoindotti come da copione No, non scriviamo più note sullo spartito, stonano anche in scala minore Stonano quanto quei ritornelli leggende metropolitane che a crederci si resta alla stazione dell'ultimo treno In un vagone vuoto a capire chi o cosa -entrambi- era autentico in questa eterna guarigione * * *
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L'autore
Angela Fragiacomo

Gli animali furono imperfetti, lunghi di coda, plumbei di testa. Piano piano si misero in ordine, divennero paesaggio, acquistarono nèi, grazia, volo. Il gatto, soltanto il gatto apparve completo e orgoglioso: nacque completamente rifinito, cammina solo e sa quello che vuole. . L'uomo vuol essere pesce

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Commenti (6)

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EnzoL30 dicembre 2011

spesso, sopratutto nei momenti di bisogno, si cercano appigli, illudendosi ahimè di aver trovato anime affini... con cui veramente placare in un mutuo soccorso le proprie ferite... ma spesso questa illusione scade nel giro di pochi ciak, cala il sipario e ci si ritrova soli più di prima, rimuginando sulle parole dette, sulle falsità dovute al bisogno... una poesia molto profonda e fortemente sentita... fantastica

Rita Stanzione30 dicembre 2011

Profonda analisi di discrepanze, celate in una recita che non convince più. Eleganza e forza espressiva che catturano, in questa bellissima opera.

Angela Rainieri30 dicembre 2011

"Bisogni infantili" della mente quelle piccole illusioni che costruiamo per rendere la vita meno triste e la solitudine più sopportabile... poi "a sipario spento" tutto ritorna come prima... Splendida e ben strutturata. Piaciuta e apprezzata tantissimo, conservo.

Giovanni Chianese30 dicembre 2011

Profondità acute in versi notevoli. Bellissima lirica!!! E' l'Analisi di un'amore passionale e avvincente, finito nella delusione. Le regole sono sempre le stesse e le note, una musica già sentita. E quando il viaggio dell'eterna guarigione è alla fine si resta aggrappati all'ultimo vagone di un treno per capire chi giocava a fare il medico.

Annamaria Barone30 dicembre 2011

una recita già vista, già sentita, già vissuta. Quando quello che pensiamo sia amore è solo bisogno, è solo un colmare dei vuoti che spesso son buchi della nostra anima. In attesa, di chissà cosa, senza nessun collegamento con la realtà, vivendo di emotività, di illusioni, di bugie che raccontiamo, soprattutto a noi stessi, per ritrovarci lontani dall'ultimo treno, quello della consapevolezza, in un vagone fermo che non partirà più. Immensa questa poesia, profondo l'argomento, meravigliosa l'analisi per parole che lasciano il segno e sono messaggi, qui e ora, per chi legge ed immediatamente si mette in sintonia.

rosanna gazzaniga31 dicembre 2011

E alla fine si scopre con angoscia che si stavano solo colmando dei vuoti dalle origini lontane, e non si ha più la forza di continuare a scrivere note, ormai stonate o a cantare ritornelli in cui non si crede più: e forse è la fine di un amore! Leggo questo in questa profonda lirica!