Fra luce e movimento
Maurizio Melandri
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Riposa ora
nell'Anima che gronda
s'acquieta il corpo
errante fra luce e movimento
Taccio
assaporo sospiri
di vento forte
echi che mai potei udire
eppur sapevo
giacere in profondità
Tutto ti ho donato
la mia fede da idolatra
il mio canto disperato
senza chiedere
conferma o sollievo
Ho lasciato
che desiderio
planasse sul mio ventre
coi suoi profondi artigli
ho sorriso
ho gridato
ho lasciato che trafiggesse
la mia pelle
Il freddo fa paura
non la dolorosa assenza
quella é radice oscura
della natura
dei sentimenti
Ristoro le mie labbra
alla tua sorgente
traboccante e splendente
che m' inonda
e mi accende.
©
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L'autore
Maurizio Melandri
Si può definire quello che si é usando parole più o meno appropriate, termini anagrafici e sociali che tratteggino il proprio inserimento in questa società od il malessere di viverci... Poi c'è un modo più sottile e veritiero di descrivere quello che si é ed è rappresentato dal proprio mondo interiore, dalla prop
Commenti (1)
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Giacomo Scimonelli6 giugno 2012
l'ultima strofa è semplicemente stupenda... vera e pura poesia... versi ben scritti che si leggono con il cuore in gola... apprezzatissima

