L'Anno che vero verrà

Morde il freno, il puledrino
batte gli zoccoli a terra veemente
scalpita e dalle froge fuma vapore
non vede l'ora che nulla, dal campanile, scocca.
Imberbe attende con ansia,
tra la prima e la trecentosessantacinquesima,
quel vecchio ronzino spelacchiato.
Appare sulla linea che divide a metà
stanco e ferito sotto il peso delle stagioni,
saggio attore dei delitti e delle pene,
buon rappresentante della commedia dell'arte.
Al novello biondino stende l'unghia
scambia il passo come in dressage
elegante si volta a ponente
lasciando al puledrino il levante.
Basterebbe uno scarno educato saluto,
come avviene dalla notte dei tempi,
ma il vecchio ronzino dalla vita scaltrito
un saggio consiglio al novello lascia impettito.
..."Gli zoccoli porta ferrati ché la strada è perigliosa,
mettiti pure sul groppone fame e miserie e folli guerre,
i vizi sappi redarguire con l'eptacordo che suoni
intona sincera amicizia, fratellanza divina
dona a tutti un anno che sia un anno vero"...
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Commenti (1)
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Cinzia Gargiulo31 dicembre 2011
Un cambio di guardia tra l'anno vecchio ed il nuovo descritto con immagini molto efficaci... ma il cambiamento dipende sempre e solo dall'uomo, da ogni singolo uomo e ci sarà cambiamento solo quando smetteremo di volere che siano gli altri a realizzarlo e cambieremo noi in prima persona... Poesia apprezzata per contenuto e forma.
