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Spirituali 2 gennaio 2012 · lettura 2 min · 1893 letture

Vi credevo morti

omissam 412 poesie pubblicate
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Mi guardo dormire. Si Stè nessun assist potei farti. La tua spada, così ultima e crudele, buca ancora il tuo braccio amorfo. Scomposto, fantoccioragno, in quel bagno alla stazione... sei con me in ogni partita. Più in la' c'è Anna... in disparte, sommessa come vento passato... carina anche più di come ti sognavo maledetta via del mare, e te che bruci ancora, i dottori predissero che non soffristi. Ora mi sussurri SI SOFFRE SEMPRE UN PO' QUANDO SENTI LA VITA SOFFIARE VIA... dici che stai pace continui a sognare il mare, come quella mattina. Sento tossire in fondo alla stanza. Sei tu non ti aspettavo, padre come va? La schiena tortura la gola scoppia si, la sento sta maledetta convulsa... lo sai papa', è la malattia copriti il petto, usa il bavero... perché mi ringrazi? Ah, vero, ti ho chiuso gli occhi quella notte chi avrebbe dovuto farlo senti le mia dita sulla testa, ancora... sai, non ho avuto la forza di seguire il tuo consiglio avevi ragione, ne pago ancora adesso... i tuoi capelli sono ancora candidi... capisco, devi andare. Sei stanco tocca la mia mano, ancora una volta... no, non andare... vi credevo morti, invece... non andate via non lasciatemi solo. E' mattino osservo il mio dolore...
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a chi non è più

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omissam

siiiiiiiii, narcisista son!!!!!!!!! sguazzo nella cupidigia del mio essere, m'accarttoccio intorno al mio super-io, convinto e stantio........navigo su velieri di me , su autostrade a mie corsie , su ospedali farciti di letti miei. narciso diserbante,offusco ragioni negando le mie. IO , narcicasinista, ondeggio su maro

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Commenti (7)

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EnzoL2 gennaio 2012

un testo molto molto intimo, toccante e da me molto sentito... il tuo giocolare con le parole ben si presta anche al dolore, e alla mancanza che paradossalmente e più presente dei vivi... molto bella ma molto...

h
hy ju2 gennaio 2012

Mi dice di sì... Mi dice che si può. Si può amare e continuare a farlo al di là del tempo, oltre ogni logica e al di là di tutto, anche e persino al di là di quella necessaria, mostruosa cosa che è la morte. Così la morte, non è la fine di tutto. Perché è solo e fintanto che resta acceso dentro di noi l'amore, che esso vive. Siamo semmai noi, ad estinguerlo purtroppo.

Angela Fragiacomo2 gennaio 2012

profondamente colpita e commossa, da questa poesia, nel silenzio di anime che ci vengono a trovare, ritrovare... succede anche a me... lieve il loro passo... ti parlano in silenzio... hanno il sorriso calmo della pace... chi soffre siamo noi, solo noi, ancora qua, ancora soli, al risveglio... e quanto manca quel tocco, di quella mano... quanto nessun ode potrà mai dire abbastanza... e nessun cuore contenere... sì, profondamente commossa...

carla composto2 gennaio 2012

profonda lirica ... sono con noi, avvertono il nostro dolore... vivono nei nostri cuori... commoventi le parole di questo valente poeta...

ilaria montali2 gennaio 2012

Nell'originalità della composizione si perpepisce il sentimento profondo verso chi è stato caro e quell'estremo saluto nella chiusa che commuove.

DonnaFPgreeneyed3 gennaio 2012

Assenze molto presenti nel cuore e nella mente, basta un nulla, un dormiveglia, per ritrovarli tutti. Per risentirne le voci, per riviverli. Una lirica di grande intensità scritta con nonchalance, con la grande confidenza con cui Loro, vengono a noi.

elena rapisa5 gennaio 2012

Sto trattenendo in me questi tuoi vissuti e per un po' le parole sono restate come strozzate in un dolore che, seppur diluito nel tempo, sempre vivo e profondo rimane nel cuore e nella mente. Sono così soggettivi questi ricordi e pur universali. E' struggente questa tua lirica