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Amore 2 gennaio 2012 · lettura 1 min · 3548 letture

Quella notte, quel mattino

Gianpiero De Tomi 833 poesie pubblicate
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Successe dopo che il legno fu cibo, della nera terra di gennaio dopo le inutili riflessioni su lastre di marmo immacolato. I tentacoli delle mille paure scelsero finalmente, un collo indifeso. Giungesti come la pioggia inaspettata crepitando il mio nome, fra macerie fumanti della città ormai abbandonata. La fragranza dei tuoi capelli, sciolse gli indugi un vento purificatore che sfiorò ogni pelle sul desolato campo, della perduta battaglia. Nel riflesso dei tuoi occhi, un abisso profondo ove riposavano angeli, dalle ali mozzate. L'acqua ruppe gli argini ed il fiume impetuoso libero di trovare un nuovo alveo di piena mi travolse, in quell'autunno senza timore. La nostra poesia sorse dal nulla scritta nel cielo, le labbra imploranti il respiro che in quel mattino di entrambi per un breve attimo fu brezza di luminoso amore.
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A volte, l'amore giunge, dopo le vicissitudini che portano alla profonda riflessione. Gli occhi si aprono verso nuovi orizzonti e vedono ciò che prima, era invisibile.

L'autore
Gianpiero De Tomi
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Commenti (1)

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ilaria montali2 gennaio 2012

Una poesia che apprezzo dall'inizio alla fine. Coinvolge in pieno questo narrare in versi, la nascita di quell'amore che trapela timidamente e trasporta le anime nella foga delle acque che, rompono gli argini. - La nostra poesia sorse dal nulla: versi che imprimono quel senso di candore e verità dell'amore scoperto - in ciò che prima era invisibile.