Quella notte, quel mattino
Gianpiero De Tomi
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Successe dopo che il legno
fu cibo, della nera terra di gennaio
dopo le inutili riflessioni
su lastre di marmo immacolato.
I tentacoli delle mille paure
scelsero finalmente, un collo indifeso.
Giungesti come la pioggia inaspettata
crepitando il mio nome, fra macerie fumanti
della città ormai abbandonata.
La fragranza dei tuoi capelli, sciolse gli indugi
un vento purificatore che sfiorò ogni pelle
sul desolato campo, della perduta battaglia.
Nel riflesso dei tuoi occhi, un abisso profondo
ove riposavano angeli, dalle ali mozzate.
L'acqua ruppe gli argini ed il fiume impetuoso
libero di trovare un nuovo alveo di piena
mi travolse, in quell'autunno senza timore.
La nostra poesia sorse dal nulla
scritta nel cielo, le labbra imploranti
il respiro che in quel mattino
di entrambi per un breve attimo
fu brezza di luminoso amore.
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L'autore
Gianpiero De Tomi
Commenti (1)
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ilaria montali2 gennaio 2012
Una poesia che apprezzo dall'inizio alla fine. Coinvolge in pieno questo narrare in versi, la nascita di quell'amore che trapela timidamente e trasporta le anime nella foga delle acque che, rompono gli argini. - La nostra poesia sorse dal nulla: versi che imprimono quel senso di candore e verità dell'amore scoperto - in ciò che prima era invisibile.

