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Uomini 5 gennaio 2012 · lettura 1 min · 1653 letture

Matricola 255

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Paolo Morganti 1117 poesie pubblicate
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Muovono al vento schiocchi di frusta tricolori garriscono, aquile cieche e sfasci di gente ai porti salutano il greve passo in cadenza calpesta le lacrime sulla scaletta. Dalla nave affacciato mandi un bacio la Tua sposa saluti, mesto sorriso sul viso il fiero sguardo sicuro di chi salpa con la casa nel cuore. Gli anfibi brillano di cartone impeciato in spalla lo zaino e il virgineo fucile nella divisa il colore della sabbia che ti appresti a mangiare con la sconfitta. Inglesi dividono captivi italici la fortuna ti è amica per terra ai campi spinati ti conducono degli amici, nel mare, le spoglie galleggiano. Lunghi gli anni privato di tutto qualche foto con pochi saluti ora guardo commosso due baffi neri lucenti il sorriso detenuto dentro le ossa di fuori cerchiate. In quella terra solo il male ti prese le gambe alla patria donasti neanche una medaglia un alloro per la Tua giovane vita rapita. L'indennizzo cova tra la polvere delle scartoffie sotto il peso di lustri decuplicati.
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Al mio papà Livio, uno dei 94000 diavoli di Zonderwater (luogo in cui furono detenuti gli italiani, in Sudafrica dal 1941 al 1947 e che significa "senz'acqua"). sono 50 anni che lo stato è assente, Egli ora riposa in pace.

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L'autore
Paolo Morganti
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Commenti (5)

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C

una poesia toccante nel ricordo paterno, purtroppo amara nella narrazione evidenziando la non riconoscenza dello stato nei confronti di persone, che in tempo di guerra, l'hanno difeso, notevole complimenti

Patrizia Ensoli5 gennaio 2012

Un copione che si ripete nel corso del tempo, uomini eroi, famiglie che vissero e vivono l'assenza, uno stato che non tutela e riconosce... Poesia di forte impatto emotivo, scritta con grazia e grande rispetto... Complimenti!!

EnzoL5 gennaio 2012

e cosi, che senza vergogna salutiamo uomini che si sono donati alla patria. che per noi hanno perso cuore anima e vita sotto il piombo e nelle prigionie... senza faccia si sono dimenticati di questi sacrifici. una vergogna e onta per tutti gli italiani bellissima lirica e grande rispetto per chi ha sofferto in queste inutili guerre toccante, profondamente sentita

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vinfra475 gennaio 2012

Siamo stati, siamo ancora oggi purtroppo sempre e soltanto matricole per questo Stato fatto di niente e nulla, dove solo la volontà di apparire viene ripagata al contrario l'essere è mazziato. Complimenti vivissimi ancora una volta scrivi stupendamente

Angela Fragiacomo5 gennaio 2012

Commossa... non sono all'atezza di commentare il contenuto, di cui ho percepito l'amarezza d'un riconoscimento disatteso, uno dei tanti di questo nostro Stato, votato ad altri interessi! Lo stile dell'autore ben si addice a descrivere tutta la gamma di sentimenti misti a ricordi, di un figlio rimasto orfano per una causa neppure riconosciuta... Sentita molto ed apprezzata