Elucubrazioni di un minorenne della vita
Rita Fausto
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Da quando le giornate
sono senza canto
son diventato nervoso
e passo molto tempo
davanti ad uno specchio di carta
zeppo di parole incomprensibili
Il mio sguardo è denso
sulle cose che scorrono lievi
per me adesso insopportabili
Ma quando appoggio le mani
sui tasti di un pianoforte
elle fluttuano rapite
come prese da insane sensazioni
ed io torno leggero e sospeso
sulle ali delle note per poi sprofondare
fra i seni gocciolanti di madre musica
L'alma riluce, ed ogni asperità
è solo un tramezzo su cui passare
Al di là c'è un guado assai meno insidioso
in cui sono immerso fin dall'alba
che non riconosco più
perché l'ingegno del male l'ha nascosto
Addì nuovo giorno
di speranze e illusi,
di musici pigri e blesi
che tardano a svegliarsi
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Rita Fausto
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