Miserere
Mario Contini
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Osservo
uno spicchio di giorno che appare
nel mio incedere lento
sulla lunga via del non ritorno
piove sputo
sul sentiero di fango e vergogna
il riparo negato
dal catrame che dagli alberi cola
non mi segue
nemmeno più la mia ombra
abbi pietà Madre terra e tolleranza
-ancora un po'-
le consapevolezze vomitano paura
nelle sudicie e infette latrine dell'anima
e io, mesto,
raschio il sangue rappreso
sugli alti muri dell'indifferenza
scoprendo neri graffiti
inneggianti alla salvezza del mondo
questo mondo che agonizza e che muore
sempre più ogni giorno.
©
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L'autore
Mario Contini
Commenti (2)
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Nadia Mazzocco7 gennaio 2012
Una stupefacente poesia, sono rimasta colpita dalla grande intensitá dei versi. Molto apprezzata la segnalo.
Paola Galli7 gennaio 2012
nel realismo più nero ma vero di ciò che ci resta di questa terra, s'avverte un accorato appello, una preghiera disperata a lei, Madre e sovrana di vita, alla pietà verso le sue creature e ad un senso di tolleranza, forse neanche tanto meritato, che le tenga ancora in vita! ! molto apprezzata e condivisa!! complimenti!


