Coglimi
Saverio Chiti
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Cogli questo fiore che or mi sboccia,
in petali di rosa.
Lo senti il suo profumo?
No, non disilluderti,
saprò mantener briosa, la sua fragranza
fosse pure nel chiuso di questa nostra alcova.
Accarezza or la sua corolla,
senti com’è bagnata sotto le tue dita
e guarda come luccica, alla luce della candela.
Toccalo in sequela di delicati palpitii della tua mano
è un calice cui puoi dissetarti nell’arsura della notte,
un gineceo che ti aspetta, dove ebbra di femmina
è la stanza del suo sapore.
Cogli ogni sua papilla in ordine di fila,
traccia la tua retta su sepali dischiusi
e mentre anch’io tremo al contatto del tuo pistillo,
straccia le mie vesti e invadi il mio giardino.
All’arrivar del piacere che s’innalza al cielo
ovunque odo il tuo strillo al culmine del mio incavo.
Giace ora come dissetato pozzo di Venere
il fiore mio sbocciato
e sento dentro di me, la brama tua d’annaffiare
il turgido mio bocciolo
che sapiente, sai ancor far germogliare.
©
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L'autore
Saverio Chiti
“ Il mare è immensa gloria, anche per chi crede d’essere solo acqua “ Non so se tuttora nuoto, e quindi ancora oggi vivo la mia ragione d’essere acqua, oppure il mio io trova rifugio nelle onde del mare, nel dubbio mi specchio in ogni pelago. Amo riflettere ad alta voce, mi aiuta a vivere il silenzio, nonostante spes
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