Vocìo
Berrò calici di terra sorda,
gravi come il passo
che svelta ti fonde, vitrea e uguale,
mentre torni nello sguardo.
Poi sei madre degli ampi piagnistei...
Il sogno
sdraiato sui rami carichi della follia.
Le quattro rivoluzioni
delle sette stagioni inchiodate,
in eccesso come cancro, ch'è il tuo nome
spento sulle cime di questo inverno.
E notti poi perse come carte divelte...
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L'autore
luigi88
Sono voce e volto (purtroppo) di una follia in ascesa continua...il resto chi vorrà, potrà leggerlo, ma senza troppa cura.....
Commenti (1)
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radicedi649 gennaio 2012
magistrale, la capacità della strofa centrale di cucire gli strappi dei 360° dell'anima, specchio di questa Poesia (e, in modo assolutamente geniale, viceversa). l'immensità poetica di questo autore è inversamente proporzionale alla sua giovane età...

