Ardore
Maurizio Melandri
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Che fuoco é dunque questo
che brucia e non s'estingue?
Palpita il ventre
geme stravolto
bolle nelle vene il sangue
torbide salive
le più segrete
schiave d'un desiderio
che ossa e muscoli
consuma e poi rigenera.
E' strazio dei sensi
urla fuori dai denti
bocche affamate
fauci spalancate
ad addentar la preda
l'intimità furente
di questo Amor
che gode e si dimena
che ha fame di carne
e pelle arroventata.
Delizia e tormento
a profusione colano
sui nostri corpi
ormai ridotti a frammenti
di ciò che un giorno erano
prima della Tempesta.
©
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L'autore
Maurizio Melandri
Si può definire quello che si é usando parole più o meno appropriate, termini anagrafici e sociali che tratteggino il proprio inserimento in questa società od il malessere di viverci... Poi c'è un modo più sottile e veritiero di descrivere quello che si é ed è rappresentato dal proprio mondo interiore, dalla prop
Commenti (1)
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Laura Maira8 gennaio 2012
La Tempesta distrugge i corpi, ma non l'Amore. L'impossibilità di smettere d'Amare, pure se fa male. Bellissima. Complimenti

