Pensiero fisso
Mario Contini
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Tu amore,
eri quel pensiero potente e solitario
che vagava audace nelle sconfinate
vallate dell’anima
e nei terreni scoscesi della mia mente
tu eri quel pensiero
figlio d’aspre e dure battaglie
trafitto da taglienti schegge d’illusioni,
lapidato dagli enormi frammenti di sogni
esplosi negli incubi di tutte le mie notti
tu eri quel pensiero triste e ottenebrato,
perso nella fitta nebbia dei deliri
seduto nell’illusoria attesa d’un grido
a squarciare tutti i miei rumorosi silenzi
tu eri quel pensiero perso nel mare
dell’abbandono
o nelle cupe nuvole all’orizzonte
cariche d’angoscia solitudine e dolore
tu eri quel pensiero nato dalle mie lacrime
nutrito dall’incommensurabile
senso d’assenza,
dall’ironica ed effimera speranza
ch’ogni volta nasceva per andare a morire
mio amore, io vivo l’oggi
nell’ostinata persuasione che eri
mentre invece,
assillante e inarrestabile pensiero
oggi ancora sei.
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L'autore
Mario Contini
Commenti (2)
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Silvia De Angelis10 gennaio 2012
A volte ci facciamo condizionare da pensieri assillanti, che sembrano prendere il sopravvento su di noi ed è difficile, liberarsene, se non con dei cambiamenti di vita importanti o un'imposizione volitiva sul nostro cervello... Poesia musicale, molto apprezzata
Laura Maira26 gennaio 2012
Meraviglioso! Un'introspezione che sembra quasi una poesia d'Amore sofferta! Ci si chiede quale sia questo pensiero fisso dell'autore. Si legge tutta d'un fiato, ben ritmata e musicale. Grande, complimenti


