La donna treno

Siena, Palermo e Piacenza.
Sei un treno impazzito
che corre su questo binario,
con questo biglietto timbrato
su cui non si legge l'orario,
che sempre continui a cambiare.
Parigi, Stoccolma e Ginevra.
Affianco il tuo treno
con la mia auto consunta,
ma sembra che vai senza freno
e la macchina mia, già vinta,
ti chiede un passaggio, almeno.
Tokyo, Anversa e Berlino.
Mi hai fatto salire pietosa
e mi stendi la mano di vetro,
che sembra profumi di rosa
ma fragile mi scaccia all'indietro.
E giunge la dolce fermata
che sembra dai santi voluta.
Ti chiedo se Londra ti piace,
mi dici che è senza luce,
rispondo Dublino è vicina,
mi dici c'è troppa collina,
e allora ti chiedo montagna,
rispondi il mare mi manca.
Ti guardo, mio treno impazzito,
e comincio a capire che io
non posso girarti a sinistra
o a destra, o dove vuol Dio,
solo tu governi il tuo viaggio
che per me è troppo sconesso,
ti bacio, e scendo di corsa,
e se vuoi dammi del fesso.
©
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