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Impressioni 12 gennaio 2012 · lettura 1 min · 8079 letture

Il bozzolo ostile dell’apatia

Sara Acireale 690 poesie pubblicate
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Osservo incuriosita un via vai di persone. Automi senz’anima sfilano in un corteo senza senso. Si toccano si premono si urtano sospinti dal nulla... Alzo la voce... nessuno mi sente. È un urlo disperato contro il vuoto per lenire lo stordimento e andare oltre l’angoscia. Siamo cellule, numeri senza volto legati alle braccia del destino È un assedio che imprigiona il cuore nel bozzolo ostile dell’apatia.
#Volto#Braccio#Paura#Vita#Solitudine
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© Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.

Il "bozzolo" dell’apatia ci fa dimenticare di essere persone pensanti e andiamo avanti a forza d’inerzia e appunto diventiamo "numeri", "cellule"...ma dobbiamo ribellarci a tutto questo, dobbiamo ritornare a essere PERSONE, a pensare, ragionare... avere delle idee.

L'autore
Sara Acireale

Scrivere è per me VIVERE, non posso farne a meno. La scrittura per me non è terapia e nemmeno una forma di evasione. È qualcosa di più, scrivendo cerco di fare la conoscenza con me stessa. Penso che la poesia sia come un fiore. Il fiore ha bisogno d’ acqua e la poesia di stimoli, di lettura, di confronti... Non si fini

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Commenti (15)

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C

una profonda riflessione, l'apatia del non conoscersi dilaga non solo nelle vie ma negli stessi condomini, dove non ci si conosce nemmeno tra vicini di casa, ottima poesia, complimenti

Giacomo Scimonelli12 gennaio 2012

condivido questa profonda riflessione ben espressa in bei versi di poesia...

Emanuele Martina12 gennaio 2012

splendida la chiusa, sembra quasi uno sfogo, pieno di rabbia, in versi sempre coinvolgenti e affascinanti, complimenti, segnalo e conservo

Duilio Martino12 gennaio 2012

L'attenta osservazione degli eventi, ai quali non si resta indifferenti, che conclude in una chiusa straordinaziamente bella. Apprezzatissima!

maria cavallaro12 gennaio 2012

è la fretta di vivere che non ci fa gustare le piccole cose di una volta! ottima diapositiva di una osservatrice al balcone che analizza la scena con versi attenti e precisi. complimenti!

Fiammetta Campione12 gennaio 2012

Sono d'accordo con l'Autrice, l'individualità non va mai persa, siamo esseri preziosi tutti, poiché unici e irripetibili. Purtroppo in quanto umani abbiamo le nostre debolezze e a volte ci si rifugia nel mucchio e si va avanti per inerzia come sospinti dal vento e non dalla propria volontà. Una bella riflessione

Cinzia Gargiulo12 gennaio 2012

L'apatia può essere definita il male del nostro secolo... terribile esserne oggetto ma ancor peggio per me è provare apatia... Riflessione ben scritta e condivisa.

rosanna gazzaniga12 gennaio 2012

Intensa e profonda lirica! Indifferenti e apatici guardiamo la vita che scorre, incapaci di fare un solo gesto o anche di urlare. Una chiusa splendida!

elisabetta tegas12 gennaio 2012

Profonda lirica, piaciuta particolarmente la chiusa. Condivisa e ben scritta, complimenti all'autrice

Saverio Chiti12 gennaio 2012

Avanzar nell’indifferenza… Senza capire qual è il nostro cammino. È questo che ci succede spesso, adesso più che mai! accade così per mancanza di stimoli, di ideali… di valori. A niente più si crede. Siamo come polvere al vento, come granelli di sabbia nel deserto di questa vita. Eppure… basta un semplice gesto, alzare la mano e… IO ci sono, Io esisto e quindi… vivo! Mai arrendersi… nemmeno quando tutto sembra perduto come dice l'attore nel film... "lottare, lottare, lottare... fino a quando anche gli agnelli diverranno leoni!" malinconicamente apprezzata.

Berta Biagini17 gennaio 2012

Credo che tutto questo sia accentuato anche dal momento in cui viviamo – siamo diventati tutti delle macchine ed il pc in questo non aiuta di certo – anzi collabora a farci cadere nel baratro. Sentitissima.

Un'apatia che si tramuta in reciproca indifferenza, in incapacità e inettitudine a vivere e condividere il senso comune di un destino e una prospettiva di cui siamo tutti partecipi e parte integrante ... considerazioni appassionate e intensamente espressive

g

Bello quel NULLA dal richiamo filosofico... a quale categoria appartiene il NULLA ... bello pure quel grido che vuole stordire... svegliare quel NULLA che ci sospinge... NULLA materiale o immateriale? Può l'immateriale agire su di noi? Bella la dicotomia ...degna di riflessione speculativa ...della APATIA simbolo della stasi ...della noia... ed ancora di quel NULLA che noi apatici consapevoli noi inconsapevolmente sospinge...

Maria Rosa Cugudda13 aprile 2012

Lirica dalla tematica profonda ed incisiva, la poetessa ci porta quasi per mano all'osservazione e all'analisi ragionata di ciò che sovente imprigiona tutti noi, persona pensante, prima di tutto. Elegante anche lo stile!

Arcangelo Galante2 giugno 2012

Credo che l'APATIA, descritta poeticamente dall'autrice, appartenga alla maggior parte delle persone che, oggigiorno, proprio non comprendono il valore di ciò che fanno in quanto svolto in maniera meccanica e, spesso, priva di emozioni. Forse, assegnare un senso ad ogni avvenimento quotidiano, riflettendo sull'agire e sul pensare, potrebbe donare nuovi slanci e scopi esistenziali all'uomo frenetico, divenuto automa quasi in tutto. Versi semplici, interessanti e, al tempo stessp, introspettivi. Il saper descrivere le percezioni evidenzia una capacità di analisi e di sensibilità umana correlate dal mezzo della scrittura che veicola i pensieri e le sensazioni dell'anima, come ha saputo fare l'autrice. Una pubblicazione condivisa nel contenuto.