Il cuscino di mio figlio
Emilio Fabris
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E' come uno scrigno
quel cuscino,
pieno di piccoli sogni,
te lo ruberò
quel cuscino,
carico di notti inquiete
e ti ricorderò
anelando
il bambino che eri,
l'odore innocente
che avevi.
Rivedrò
in quel cuscino,
la tua mano
persa nella mia
e il tuo riso allegro
pura luce
e il tuo stringermi,
oh piccinino,
il tuo stingermi forte,
frammenti di eternità
di quelle notti insonni,
quando anima mia,
al confine dell'alba,
spaurita
luccicante stella,
il quel cuscino
riponevamo
commossi
i tuoi cupi
incanti
e finanche
i tuoi incantati
sogni.
©
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L'autore
Emilio Fabris
Gli uccelli sono spariti nel cielo e ora svanisce l’ultima nuvola. Ci sediamo insieme la montagna e io finché solo la montagna rimane. - Li Po Milo
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