Barbone
Bruno Leopardi
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Ma dove sei finito vecchio barbone
occhi sgranati di uomo in paura
sotto una luce fioca tu:
mangiavi, dormivi, pisciavi.
Tutto lì.
Ma dove sei adesso,
piccolo uomo ameno
cacciato da ogni luogo,
come casa, un vagone di un treno.
Forse sei quello che
i "ragazzi per bene",
hanno cosparso di benzina
dando fuoco alle tue pene:
riducendoti a una torcia umana.
Che nome avevi, diverso da tutti
Barbone per professione
in un mondo di derelitti
e di "ragazzi per bene"
(che danno fuoco ad un Barbone).
Mi manca il tuo essere semplice,
la serenità disarmante
con cui mi parlavi,
mi manca il tuo esistere.
Finito per mano assassina
di quattro balordi borghesi
che masticano la vita di notte
e dormono poi, di mattina.
Perdonali vecchio se puoi.
Son certo che tu lo farai.
Perché chi si veste di stracci
è meglio dei suoi aguzzini
ricchi fuori ma dentro
più che poveracci.
Perdona anche me
se ancora mi sento strano
se ancora non riesco a capire
che il mondo non ha un vero cuore
e un animo per saper soffrire.
E tu Padreterno del Celo
ritaglia un po’ di rugiada
di quella che scende giù in terra
e insegnami qual'è la strada
per Amare sempre più nel profondo
i tanti Barboni del mondo.
Ti prego, Padreterno del Celo
insegnami qual è la strada
io ne ho bisogno davvero.
©
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L'autore
Bruno Leopardi
Commenti (1)
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Nicolina Macari13 gennaio 2012
Un aiuto nella preghiera per capire davvero dal profondo e confortare il cuore da si tale ingiustizia...

