La piana addormentata
Francesco Paolo
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Forse la faglia del golfo
comprime gli orizzonti e i nostri
volti annoiati;
ci spogliamo delle nostre danze
e appicchiamo il fuoco ai nostri
intenti.
Il mercato delle coste, la Piazza,
un diluvio di luci scaltre ma
turbate, e poi il mare che
incrosta la ragione, perché
ne dilegua le doglie.
Palermo nasce d'affetto rude,
e nell'affetto si ripete,
così come una miscela d'astri
che consola, un poco triste,
finché non si colora.
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L'autore
Francesco Paolo
Commenti (1)
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Antonella Bonaffini13 gennaio 2012
Io ho sangue siciliano e ne vado fiera... la tua è una poesia che forse per questo mi ha molto colpito. Vivendo a Roma da 12 anni ti posso assicurare che se qualcosa all'improvviso avendo tutto ti viene a mancare... beh nonostante tutto, quel qualcosa...è qualcosa che vale! Molto particolare, ben scritta, Bella.

