Le mie radici (abruzzesi)

Commenti (17)
forse è anche colpa della politica che non sa valorizzare le risorse montane della regione,, ancor più grave è grave e che si dimenticano così antiche tradizioni, accade anche nella mia regione, complimenti accorata riflessione, piena di dignità
Talmente è forte quanto sente l’autore donando questi versi che in quel “vivo” si riesce a vedere, sentire ben altro e forse non basterebbero fogli A4 per esporre quanto si nasconde fra le righe. Apprezzatissima.
L'amore che l'autore nutre per la sua terra esonda con generosità nelle parole del poeta. Dire che il Martino sia poeta è pleonasmo col quale volutamente vi tedio. L'autore si mostra attento alle tematiche sociali che affliggono la geldra d'appartenenza, e con la sua colta lirica esterna fatti e accadimenti con tono talvolta di melanconica amarezza e talvolta di denuncia senza mai cadere nel baratro del compiangimento. Questo elaborato come altri del medesimo autore, si presenta ottimamente strutturato sul circolo di una raffinata e studiata ricerca che nel tempo produce crescita e ricchezza individuale. Il Martino è in ascesa e chissà... forse un giorno ci saluterà dall'alto di quella vetta che tutti noi ambiamo.
Appassionata, fiera, accorata, toccante. Un applauso all'Autore.
da sempre questo Autore eccelle nel suo verseggiare..., ma quando parla della sua terra diventa sublime... nelle sue ribellioni per un territorio trascurato sia ambientalmente che socialmente... grande verseggiare ...
Dire che è una poesia magnifica è sminuire questo scritto, dire che è superba e piena di cuore, che le metafore sono un incanto e che ti prende dalla prima all'ultima riga no, non è abbastanza. Qui c'è passione, c'è amore, c'è forza ed orgoglio delle proprie radici, c'è il desiderio di difenderle e proteggerle o di morire con esse, e quegli avvoltoi non troveranno un pasto facile, ma dura carne che diventa corteccia ed alberi e pietre, e case che sembrano arrampicate su costoni di rocce e non crollano nonostante il tempo e l'incuria, ed acqua che sgorga ed arriva dal profondo, dall'origine, dal centro del mondo. Su tutte la seconda strofa è un capolavoro.
una poesia così passionale, nel senso più completo del termine, dove passione è anche profondo dolore, per una terra, sfruttata... ma quale terra non è così...sfruttata, maltrattata, abusata... dove vi sia l'uomo, c'è speculazione... e purtroppo duole constatare, anche servilismo... non mi dilungo... poiché il testo è così pregno d'emozione e significato che mi risulta impossibile soffermarmi su tutto... Lo stile impeccabile riesce a rendere piacevole avvincente e scorrevole anche una lettura "lunga" ed impegnativa, dato il tema trattato... Ammirata!
amore passione e difesa per le proprie radici si sentono in questi versi con metafore sublimi... difesa di una terra trascurata e sfruttata da persone ignobili... e poco interessate a valorizzare il territorio tanto amato dal Poeta... Si sente l'accorato appello. Aprezzatissima la conservo
Come un albero, attaccato da robuste radici alla terra ma anelante alla libertà di cieli limpidi... metafora di una situazione di profondo disagio dell'uomo diviso fra la passione per la patria e la sofferenza nel vederla lacerata da avidi avvoltoi. Stupenda poesia.
Significativa la metafora dell'albero attaccato alla sua zolla con la forza delle radici, questi versi sono quasi un grido d'amore, una preghiera per questa terra che porta impresse le sue ferite e gli avvoltoi aspettano... splendidi versi forti e ben stilati, veicolano al lettore i sentimenti del poeta nella loro tragica evidenza. Complimenti!!!
A volte davvero ciò che è nutrimento diventa prigionia, in tante situazioni della vita. Questi versi si applicano a più concetti e stati dell'anima e vi si possono cogliere svariate sfumature. Direi che sono versi su cui riflettere... Bellissimi e di grande potenza.
mi hai toccato profondamente il cuore... da abruzzese e da persona... hai saputo dire della nostalgia e del rimpianto come nessuno... m'hai commosso alle lacrime. Grazie!
Ricollegandomi al commento al commento di Moreno Tonioni, vedo una disillusione a partire dalla prima strofa, già con l'accostamento tra le radici che dan nutrimento e "l'eterno prigionia". Non per fuorviare ma l'immagine della puttana mi ricorda un film sul prefetto Mori ove tal meretrice era definita la mafia. Onore alle migranti formiche! L'Abruzzo come quercia è una silmilitudine azzeccatissima. I sogni scaduti son anche quelli dei giovani under 30! Il crollo stellare sul limaccioso cascame ce lo amo in tanti...
Un bel pezzo di storia di un popolo antico che ritorna nei tuoi versi così avvincenti ed anche tristemente reali che analizzano un popolo in degrado. Ma la speranza è sempre ultima a morire ed il poeta non ha altre armi in propria difesa se non la speranza, che è sempre ultima a morire.
Accorato grido di giustizia dell'Autore verso chi delude la società i sogni l'eguaglianza... con profondo amore per la sua terra, sempre accorto nei versi l'autore esprime la sua forza di resistere e spera in un futuro più libero e concreto per la sua terra natia... molto sentita e condivisa complimenti
Un bel racconto poetico. Da vera abruzzese non posso che soffermarmi ad ammirare le immagini dell'anima che questo poeta descrive con abile intento. Terra amara quanto travagliata dalla politica e dai falsi compianti. Stile degno della lode. Lirica apprezzata.
Versi che trasudano amore e passione per la propria terra d'origine ma anche l'amarezza per come sia stata trascurata e oltraggiata dai politici... Ma oggi sappiamo bene, ahimè, come la classe politica abbia trascurato l'intera Italia pensando solo ad arricchirsi... La poesia è scritta con forte veemenza espressiva e pertanto coinvolge inevitabilmente il lettore facendolo immedesimare perfettamente nella situazione descritta. Complimenti all'autore!













