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Ribellione 13 gennaio 2012 · lettura 1 min · 6988 letture

Le mie radici (abruzzesi)

Duilio Martino 581 poesie pubblicate
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Si! Vivo e sostenuto saldamente dalle radici poderose mie conscio che il grembo da cui mi alimento pur mi condanna a eterna prigionia. Si! Vivo ed avvinghiato al ventre creso della tremula terra dannunziana robusto cerro ancora acerbo offeso di formiche cocciute arcaica tana. Lo voglio dire urlandolo che l’amo; poche foglie, ingiallite, dal gelo svigorite... sono i sogni scaduti appesi ai rami. Respiro gli echi di lune lontane: gli urli dell’ alba e il sole sulla pelle e i tramonti e le stelle... poi quiete oscura (il durissimo pane). Spento e aggrappato al suo pietroso grumo si spoglia tiglio tra guglie di rame dove la luce di comete è fumo e un cosmo avulso dispensa cascame. E maledico millè volte il cielo per l’ampio tempo di cupi apicali vivo utopie e vanamente anelo che il vento cambi sui borghi rurali. Il duro inverno inasprisce la via ma i sassi scanso e non lascio che sia anche se i corvi già affollano i rami pronti a spolparmi nel plumbeo domani.
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Commenti (17)

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C

forse è anche colpa della politica che non sa valorizzare le risorse montane della regione,, ancor più grave è grave e che si dimenticano così antiche tradizioni, accade anche nella mia regione, complimenti accorata riflessione, piena di dignità

Berta Biagini14 gennaio 2012

Talmente è forte quanto sente l’autore donando questi versi che in quel “vivo” si riesce a vedere, sentire ben altro e forse non basterebbero fogli A4 per esporre quanto si nasconde fra le righe. Apprezzatissima.

M
Moreno Tonioni14 gennaio 2012

L'amore che l'autore nutre per la sua terra esonda con generosità nelle parole del poeta. Dire che il Martino sia poeta è pleonasmo col quale volutamente vi tedio. L'autore si mostra attento alle tematiche sociali che affliggono la geldra d'appartenenza, e con la sua colta lirica esterna fatti e accadimenti con tono talvolta di melanconica amarezza e talvolta di denuncia senza mai cadere nel baratro del compiangimento. Questo elaborato come altri del medesimo autore, si presenta ottimamente strutturato sul circolo di una raffinata e studiata ricerca che nel tempo produce crescita e ricchezza individuale. Il Martino è in ascesa e chissà... forse un giorno ci saluterà dall'alto di quella vetta che tutti noi ambiamo.

Fiammetta Campione14 gennaio 2012

Appassionata, fiera, accorata, toccante. Un applauso all'Autore.

EnzoL14 gennaio 2012

da sempre questo Autore eccelle nel suo verseggiare..., ma quando parla della sua terra diventa sublime... nelle sue ribellioni per un territorio trascurato sia ambientalmente che socialmente... grande verseggiare ...

Annamaria Barone15 gennaio 2012

Dire che è una poesia magnifica è sminuire questo scritto, dire che è superba e piena di cuore, che le metafore sono un incanto e che ti prende dalla prima all'ultima riga no, non è abbastanza. Qui c'è passione, c'è amore, c'è forza ed orgoglio delle proprie radici, c'è il desiderio di difenderle e proteggerle o di morire con esse, e quegli avvoltoi non troveranno un pasto facile, ma dura carne che diventa corteccia ed alberi e pietre, e case che sembrano arrampicate su costoni di rocce e non crollano nonostante il tempo e l'incuria, ed acqua che sgorga ed arriva dal profondo, dall'origine, dal centro del mondo. Su tutte la seconda strofa è un capolavoro.

Angela Fragiacomo15 gennaio 2012

una poesia così passionale, nel senso più completo del termine, dove passione è anche profondo dolore, per una terra, sfruttata... ma quale terra non è così...sfruttata, maltrattata, abusata... dove vi sia l'uomo, c'è speculazione... e purtroppo duole constatare, anche servilismo... non mi dilungo... poiché il testo è così pregno d'emozione e significato che mi risulta impossibile soffermarmi su tutto... Lo stile impeccabile riesce a rendere piacevole avvincente e scorrevole anche una lettura "lunga" ed impegnativa, dato il tema trattato... Ammirata!

emmalisa lucchini15 gennaio 2012

amore passione e difesa per le proprie radici si sentono in questi versi con metafore sublimi... difesa di una terra trascurata e sfruttata da persone ignobili... e poco interessate a valorizzare il territorio tanto amato dal Poeta... Si sente l'accorato appello. Aprezzatissima la conservo

Donatella Pezzino15 gennaio 2012

Come un albero, attaccato da robuste radici alla terra ma anelante alla libertà di cieli limpidi... metafora di una situazione di profondo disagio dell'uomo diviso fra la passione per la patria e la sofferenza nel vederla lacerata da avidi avvoltoi. Stupenda poesia.

maria cavallaro16 gennaio 2012

Significativa la metafora dell'albero attaccato alla sua zolla con la forza delle radici, questi versi sono quasi un grido d'amore, una preghiera per questa terra che porta impresse le sue ferite e gli avvoltoi aspettano... splendidi versi forti e ben stilati, veicolano al lettore i sentimenti del poeta nella loro tragica evidenza. Complimenti!!!

Laura Maira16 gennaio 2012

A volte davvero ciò che è nutrimento diventa prigionia, in tante situazioni della vita. Questi versi si applicano a più concetti e stati dell'anima e vi si possono cogliere svariate sfumature. Direi che sono versi su cui riflettere... Bellissimi e di grande potenza.

Barbara Golini16 gennaio 2012

mi hai toccato profondamente il cuore... da abruzzese e da persona... hai saputo dire della nostalgia e del rimpianto come nessuno... m'hai commosso alle lacrime. Grazie!

C
Copia Conforme29 aprile 2012

Ricollegandomi al commento al commento di Moreno Tonioni, vedo una disillusione a partire dalla prima strofa, già con l'accostamento tra le radici che dan nutrimento e "l'eterno prigionia". Non per fuorviare ma l'immagine della puttana mi ricorda un film sul prefetto Mori ove tal meretrice era definita la mafia. Onore alle migranti formiche! L'Abruzzo come quercia è una silmilitudine azzeccatissima. I sogni scaduti son anche quelli dei giovani under 30! Il crollo stellare sul limaccioso cascame ce lo amo in tanti...

Un bel pezzo di storia di un popolo antico che ritorna nei tuoi versi così avvincenti ed anche tristemente reali che analizzano un popolo in degrado. Ma la speranza è sempre ultima a morire ed il poeta non ha altre armi in propria difesa se non la speranza, che è sempre ultima a morire.

Accorato grido di giustizia dell'Autore verso chi delude la società i sogni l'eguaglianza... con profondo amore per la sua terra, sempre accorto nei versi l'autore esprime la sua forza di resistere e spera in un futuro più libero e concreto per la sua terra natia... molto sentita e condivisa complimenti

V
Violeta C30 aprile 2012

Un bel racconto poetico. Da vera abruzzese non posso che soffermarmi ad ammirare le immagini dell'anima che questo poeta descrive con abile intento. Terra amara quanto travagliata dalla politica e dai falsi compianti. Stile degno della lode. Lirica apprezzata.

Cinzia Gargiulo6 maggio 2012

Versi che trasudano amore e passione per la propria terra d'origine ma anche l'amarezza per come sia stata trascurata e oltraggiata dai politici... Ma oggi sappiamo bene, ahimè, come la classe politica abbia trascurato l'intera Italia pensando solo ad arricchirsi... La poesia è scritta con forte veemenza espressiva e pertanto coinvolge inevitabilmente il lettore facendolo immedesimare perfettamente nella situazione descritta. Complimenti all'autore!