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Dialettali 15 gennaio 2012 · lettura 1 min · 2255 letture

Vedù 'l mar

silvio tommasini 42 poesie pubblicate
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Mi lo è vedù ‘l mar sbàter su le schenèle de le pale e rebaltarse ‘n te i bus che ‘l éa scavà, strissiar sul sabion par gratarse la panzha, cuerder de spiuma i toch dei so nemai, mover l’erba vérda tana de s’ciantìs …e ‘l mar al me à vardà. L’ho visto il mare sbattere sulle costole delle rocce e rovesciarsi nei buchi che aveva scavato, strisciare sulla sabbia per grattarsi la pancia, coprire di spuma i pezzi dei suoi animali muovere l’erba verde, tana di piccoli pesci …e il mare mi ha guardato.
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Continuazione della silloge Viad già pubblicato "Al de là del col", "E' caminà". A "Vedù 'l mar" seguiranno "S'ciantis" e "Peche"

L'autore
silvio tommasini

Sono nato nella frazione Chioè (Cioè) di Lamon il 22 novembre 1951. Ho frequentato le scuole elementari alla Costa, Avviamento a Lamon, Istituto Tecnico Industriale a Feltre. Ho iniziato a scrivere tardi, pubblicato il primo libro “Na olta & dess” nel 1997 in prima edizione, nel 1999 una seconda edizione dello stess

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Commenti (1)

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Antonio Terracciano15 gennaio 2012

Bella questa poesia, che esprime, in un dialetto veneto abbastanza comprensibile a tutti, l'emozione di colui che, se non erro nell'interpretazione, vede per la prima volta il mare: questi, più o meno, dovettero essere i pensieri di un venditore di frutta della mia cittadina che, pur distando essa solo una quindicina di chilometri dal mare, lo vide, dicono, per la prima volta a vent'anni di età, nel dopoguerra. L'eccitazione della scoperta di un elemento nuovo è benissimo resa soprattutto dal meraviglioso stupore dell'ultimo verso: "Il mare mi ha guardato. "