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Morte 14 gennaio 2012 · lettura 1 min · 3155 letture

Morire è dolce dormire

M
Moreno Tonioni 262 poesie pubblicate
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Morire è un dolce dormire sbasire per non patire serrando occhi che illudono di sostanza vaga le sabbiose mani Con cui onirico pittore privato della tela intingo il pennello di vacua rugiada figurando nell’aria cerchi di nulla Dormire per non soffrire defungere per non avvizzire abbandonandomi al miserevole vagheggiare l’illusorio osare l’anelato fervore del tuo dare Quasi barullare amletico vagheggiando la smarrita strada e mendicando l’orma che più non accompagna Volere morire o semplicemente sparire è il mutacico aver da dire che come colomba privata dell’assegnamento volteggio incerto l’invano viaggio orbato della mira del mio dare e in ragione di questo m’appresto a svanire nel nirvana dell’apicale dormire sognandoti
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L’opera raffigurata è di Zdzisł aw Beksiń ski

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L'autore
Moreno Tonioni

Sono Moreno nella vita reale e never- more (assoluta negazione) quando esprimo emozioni in parole. Nato a Bologna nel settembre del 1959, vivo nelle dolciniane valli della Valsesia. Ottimo gourmet amo la buona cucina abbinata a buoni vini. Questa mia passione culinaria è stata per un importante periodo della mia vi

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Commenti (7)

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Duilio Martino15 gennaio 2012

Si, decisamente shakespeariana... questa lirica gradevole quanto profonda. Dai versi emerge tutta la sofferenza che viene dipinta dall'autore con metafore alquanto incisive... scolpito il vuoto che attanaglia l'anima quando manca l'essenza... e che spinge a rifugiarsi in un lungo sonno... sperando che si possa tornare a sognare/rla... Tutta la sofferenza in Poesia chiuso in quel vagare, in quel volteggiare senza meta o senza obiettivi e dice bene il Tonioni... dipingere cerchi (simbilo della ridondanza del pensiero) di nullla intingendo i pennelli nella vacua rugiada... nel nulla insomma. Un Poetare carico di stile (che distingue il Tonioni) e molto profondo che mette a nudo l'anima del Poeta... marcatamente. Degno di Plauso

EnzoL15 gennaio 2012

un poetare in stile classic Never More, che apprezzo in ogni singola mandata, un sentimento in questa dell'autore che narra di disperata ricerca vana... sconforto che si generalizza in un non voler soffrire, appunto dormire, appunto morire... i versi sono ben ritmati dalla cadenza monolitica... battono forte e trovo anche il componimento audio di buona fattura... molto molto ammirato!

Calogero Pettineo17 gennaio 2012

un verseggiare molto particolare che non appesantisce la lettura anzi scorrevole e di piacevole lettura.

Annamaria Barone27 gennaio 2012

dormire è un po' morire, morire è un dolce dormire, come se il sonno poetesse allontanare i pensieri, e la tristezza, ed il senso di perdita o la paura della perdita, perché chiudere gli occhi potrebbe aiutare, a ricaricare energie, ad accogliere la delusione, a sopportare la mancanza. Morire è un dolce dormire, ma il cuore, anche nel sonno pulsa ed i sogni sono lì, in agguato, a ricordare ciò che non è più o ciò che si vorrebbe e sembra allontanarsi... lirica di una bellezza sconvolgente, di una malinconia profonda, di una poesia che graffia ed accarezza insieme, l'altro lato della gioia, l'altra faccia dell'immane bellezza, quella del buio e della dimenticanza.

elena rapisa5 gennaio 2013

Sono versi questi che appagano appieno e sono in sintonia con la bellezza intrinseca nel significato ed offrono una pura ed alta espressione poetica. Non sta solo nella limpidezza del linguaggio, si distingue pure per la profonda conoscenza delle potenzialità espressive che il nostro idioma offre. Ciò è marchio di sensibilità, amore, musicalità innata. Il contenuto colpisce e così pure la nota esplicativa. Letta e riletta e goduta appieno come sempre.

elena rapisa5 gennaio 2013

Azar Rudif13 gennaio 2013

o assentarsi un attimo, staccare il peso del mondo e mettersi al di sopra. Sollevare il pesante coperchio che ci rinchiude in una vita che ci va stretta e ci tarpa le ali. Come sempre, affascinanti immagini in un linguaggio che rende maggiore espressività alle parole