Il sospiro dell'angelo
Solo se creo paradossi visivi
volo ben oltre la fitta cortina.
Brancola ora il mondo dei vivi
obnubilato da gocce di brina.
Tutto ovattato, non il disagio,
un cane vaga, cerca un riparo,
non è giornata per un randagio
contro il destino cinico e baro.
Il sole spinge e non ha la forza
per penetrare la cupa muraglia,
qual fosse polpa sotto la scorza,
sogno là dietro luce che abbaglia.
Poi afferro il senso in un baleno,
segno divino per guardare oltre,
senza la vista non vedi di meno
anzi scavalchi per primo la coltre.
Colto da questa illuminazione,
scorgo nell'aria un volto che ride
un angelo alato fa un sospirone
sale le nebbia ed il sole sorride.
Or se mi capitan giorni nebbiosi
provo a vedere con anima e cuore
e dico a coloro che restan dubbiosi,
ridate all'angelo il suo buonumore.
©
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